ARTICOLO COMPLETO – VINCOLI ALLE ASSUNZIONI: IMPORTANTI NOVITA’ PER GLI ENTI LOCALI

Nei giorni scorsi è stato convertito il Legge il D.L. 16 del 2 marzo 2012. In sede di conversione sono state apportate alcune interessanti modifiche al testo originario. Due, in particolar modo, riguardano l’assunzione di personale da parte degli enti locali tenuti al rispetto del patto di stabilità.

La prima riguarda le possibilità di assunzione a tempo indeterminato: viene modificato il testo dell’art. 66 della L. 133/2008, che stabiliva la possibilità di assumere non più del 20% del personale cessato. Ora le possibilità di assunzione salgono al 40% del personale cessato nell’anno precedente; inoltre vengono agevolate le “assunzioni di personale destinato allo svolgimento delle funzioni  in materia di polizia locale, istruzione pubblica e settore sociale”, le cui assunzioni si conteranno solamente per metà. Per dirla usando un linguaggio un po’ più semplice, rimangono in vigore i blocchi delle assunzioni, ma vengono allentati (2 possibilità di assunzione ogni 5 cessazioni anzichè 1 sola), con vincoli ulteriormente dimezzati per polizia locale, istruzione e sociale.

La seconda rilevante novità attiene invece la possibilità di assunzione di personale a tempo determinato: viene modificato il comma 28 dell’art. 9 della L. 122/2010 (“finanziaria Tremonti), che prevedeva la riduzione del 50% delle spese per tempi determinati ed altre forme di lavoro flessibili (co.co.co., somministrazione di lavoro da agenzie interinali, …). La modifica toglie in parte questo vincolo: per quanto attiene le funzioni di in materia di polizia locale, istruzione pubblica e settore sociale viene soppresso il limite del 50%, e rimane solamente l’obbligo di non superare la spesa del 2009.

Si tratta di un altro risultato, seppur ancora parziale ed insufficiente, della mobilitazione della CGIL, che già dal 2010 aveva denunciato e protestato contro queste norme che rendevano sempre più difficile la gestione dei servizi per i comuni virtuosi economicamente ed all’avanguardia nell’offerta di servizi alla propria comunità. E’ un primo risultato che premia anche gli enti locali modenesi, che da qualche mese hanno con forza denunciato l’obbligo forzato di rinunciare alla gestione di propri servizi a fronte di questi assurdi vincoli.

E’ evidente che i problemi non sono certo tutti risolti: rimangono ancora vincoli inaccettabili alle assunzioni, uniti ai pesantissimi tagli ed al forte aumento della tassazione nazionale e locale. Ma è anche vero che molte scelte di esternalizzazione forzata già annunciate non solo dai Comuni di Modena e Castelfranco E., ma da tanti altri enti locali della nostra provincia, potranno essere sicuramente, almeno in parte, riviste.

E’ proprio questo che ci aspettiamo nei prossimi giorni, per la tutela dei cittadini e di un sistema di protezione sociale e di servizi alla persona che nel nostro territorio si è sviluppato in 40 anni di storia e di investimenti, con l’equilibrato coinvolgimento di pubblico e privato, e che non può essere smantellato in pochi anni, a maggior ragione dopo che le giuste mobilitazioni di tanti lavoratori, cittadini, istituzioni stanno cominciano a portare i primi frutti.

 

Allegato: testo dell’art. 4ter, che riporta le modifiche esposte  –  scarica pdf

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