VERTENZA LAVORATORI CIE MODENA, NUOVI SCIOPERI MERCOLEDÌ 13 E GIOVEDÌ 14 MARZO

Ancora due giornate di sciopero domani e giovedì dei lavoratori del CIE di Modena per rivendicare il pagamento delle spettanze arretrate. Le due nuove giornate del 13 e 14 marzo fanno parte del pacchetto complessivo di 4 giornate di lotta, le cui prime due sono state effettuate il 28 febbraio e il 1° marzo.

Il sindacato FP/Cgil di Modena conferma anche le 2 prossime giornate di sciopero perché alle dichiarazioni
di disponibilità sia del Consorzio Oasi che della Prefettura di Modena, a venire incontro alle richieste dei lavoratori, sono seguite risposte assolutamente insufficienti.

Infatti delle 4 mensilità arretrate (novembre e dicembre 2012, 13^mensilità, gennaio 2013; a cui si aggiungerà tra pochi giorni anche quella di febbraio 2013), nei giorni scorsi è stata retribuita solo quella di novembre 2012, di cui circa la metà è stata pagata direttamente dalla Prefettura (contributi esclusi) e l’altra metà dal Consorzio L’Oasi.
“Il solo pagamento della mensilità di novembre – affermano dalla FP/Cgil – dimostra come il Consorzio L’Oasi non abbia la minima autonomia finanziaria, poiché senza l’intervento della Prefettura di Modena non sarebbe stata possibile la liquidazione della mensilità”.

Giovedì 14 marzo, i lavoratori in sciopero, insieme ai sindacalisti della FP/Cgil, faranno un presidio davanti alla Prefettura (viale Martiri della Libertà) a partire dalle ore 10 e sino alle ore 12. Alle ore 10.30 una delegazione sarà ricevuta dal Prefetto di Modena.
Dopo le rassicurazioni disattese dell’ultimo incontro lo scorso 25 gennaio, sindacalisti e lavoratori ribadiranno la richiesta del pagamento di tutti gli arretrati e il relativo versamento contributivo. Inoltre esistono tutte le condizioni per il ritiro dell’appalto e l’indizione di una nuova gara.
Insistono dalla FP/Cgil: “cos’altro deve succedere per annullare la gara?”. Stipendi non pagati, promesse e impegni da parte dell’Oasi continuamente disattesi anche nei confronti del Prefetto, assenza di garanzie sulla regolarità contributiva, assenza fisica del direttore presso la struttura da oltre un mese, proteste dei sindacati di polizia per la carenza di risorse e mezzi aggiuntivi…

Fintanto che il CIE è la risposta prevista dalle normative al problema degli immigrati clandestini, è paradossale che lo stesso Stato non garantisca il corretto funzionamento della struttura, formulando prima un appalto che non copre i costi di gestione, lasciando i poliziotti senza le risorse necessarie e confermando il CIE ad un’azienda senza autonomia gestionale.

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