VERTENZA CODESS: È GIUSTO CHIEDERE UNA TASSA PER LAVORARE? LA FP CGIL SOLLECITA RISPOSTE

Due settimane fa il sindacato funzione pubblica FP CGIL Modena ha reso noto il caso della cooperativa sociale Codess che chiede, per poter lavorare, ad ogni dipendente una tassa a fondo perduto (Tam) al momento dell’assunzione pari a 1.000 euro. Tassa che si aggiunge alla sostanziosa quota sociale di 3.000 euro. La cooperativa con nota stampa ha confermato ogni cosa, adducendo motivazioni francamente imbarazzanti.

Oltre alle numerose prese di posizione pervenute al sindacato da parte di lavoratori e singoli cittadini che si dicono indignati da queste pratiche vessatorie e incoraggiano a proseguire nell’azione di denuncia per arrivare ad eliminare queste pratiche, la FP CGIL Modena registra con favore la posizione di Legacoop Modena (Codess aderisce alla sezione veneta di Legacoop), che si è apertamente dissociata da questa modalità “imprenditoriale”, confermando altresì che non risultano aziende cooperative modenesi che applicano tali strumenti.

Manca ancora, purtroppo, una presa di posizione delle Amministrazioni pubbliche per conto della quali Codess opera. La sola Azienda USL ha comunicato alla FP CGIL che, pur essendo il nido aziendale, i rapporti con Codess sono tenuti direttamente dal Comune di Modena.

Quindi delle tre istituzioni coinvolte, due – i Comuni di Modena e Formigine – non hanno ancora chiarito se approvano o meno tali comportamenti, mentre uno – l’Azienda USL di Modena – ha semplicemente dichiarato che dal punto di vista formale non è coinvolto.

La FP ritiene necessario chiarire se, nei servizi pubblici gestiti con risorse di tutta la comunità, sia opportuno che operino aziende che pretendono 4.000 euro per poter lavorare. Non si tratta di una mera questione giuridica: le risorse dei cittadini debbono andare ad imprese che pagano regolarmente i lavoratori o ad aziende che si fanno pagare dai lavoratori? In piena crisi occupazionale, un giovane OSS od una giovane educatrice devono pagare 4.000 euro per lavorare anche pochi mesi? Per di più, per conto di una pubblica amministrazione?

Ripetiamo: il primo ed il quarto Comune della nostra provincia non hanno ancora detto cosa pensano di quanto accade nei propri appalti, mentre la più grande azienda del territorio ha comunicato che quanto accade nei propri locali non la riguarda.

La FP CGIL sta facendo la sua parte nel denunciare le degenerazioni del mercato del lavoro, a questo punto ogni soggetto deve assumersi le proprie responsabilità!

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