UN VOTO PER IL LAVORO

Il voto del 3, 4 e 5 marzo rappresenta un momento fondamentale per il lavoro pubblico. Lo slogan della FP CGIL “conta chi vota” vuole testimoniare che gli oltre 3 milioni di lavoratori pubblici hanno la possibilità, ancora una volta, di scegliere di partecipare ad un momento democratico nel proprio luogo di lavoro, di scegliere il collega che intendono eleggere per farsi rappresentare.
Il lavoro non vive un momento facile. In questi ultimi anni sono aumentati disoccupazione e precarietà. Anche chi ha il lavoro vede, di giorno in giorno, un peggioramento della propria condizione. In una crisi devastante sul piano economico, sociale e culturale, anche il valore della democrazia e della rappresentanza rischia di essere travolto da un esercizio del potere sempre più schiacciante, che intende relegare il lavoro in secondo piano e considerare i lavoratori come oggetti intercambiabili in balia delle scelte di pochi, anziché una risorsa per la comunità.
Nel lavoro pubblico questa volontà si traduce in una serie di decisioni e norme che hanno lo scopo di avvilire il ruolo e i valori del pubblico, di ridurre il welfare, di ridimensionare i diritti dei cittadini e dei lavoratori pubblici, invece di avere l’obbiettivo di riformare davvero la Pubblica Amministrazione.
In questi anni non è stato semplice per i vostri colleghi RSU svolgere il ruolo di rappresentanza. Sono anni difficili, dove la contrattazione è stata enormemente attaccata. Ancora una volta, infatti, viene negato il diritto al rinnovo del contratto nazionale ed al relativo aumento economico. Il blocco del turn over ed i tagli lineari hanno messo in discussione l’esistenza di tanti servizi. Eppure, nella difficoltà, le RSU hanno svolto un ruolo determinante nella difesa dei diritti conquistati nel tempo, nell’attività cardine di avvicinare il sindacato ai lavoratori e viceversa. Una condizione, questa, per niente scontata oggi.
E’ per questo che NOI SIAMO UN’ALTRA STORIA! Per noi votare, rafforzando il ruolo delle RSU, significa valorizzare la contrattazione di secondo livello, significa affermare che il cambiamento è possibile solo se lo si costruisce dal basso, dai posti di lavoro, dalle loro Rappresentanze Sindacali Unitarie, significa rilanciare il bisogno di un contratto collettivo nazionale di lavoro che deve essere rinnovato al più presto. Votare le RSU significa riappropriarsi dei propri spazi di partecipazione, dei propri diritti, del proprio ruolo nella società.
Se c’è un momento in cui i lavoratori devono imporsi come protagonisti è proprio quando le difficoltà aumentano. Per questo la partecipazione al voto sarà una condizione essenziale per continuare a lottare per il benessere lavorativo, a cui le persone hanno diritto senza “se” e senza “ma”.
Recuperare la dignità del nostro lavoro e migliorarne le condizioni sarà sempre il compito fondamentale delle RSU. E questo potrà realizzarsi solo con una grande partecipazione al voto. Sarà proprio la libera decisione dei lavoratori, il 3, 4 e 5 marzo, a determinare le condizioni per la rappresentanza e la contrattazione dei prossimi tre anni.
Votare non è scontato, ma conta per rendere protagonista il lavoro!

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