UFFICI GIUDICI DI PACE, SARANNO CHIUSI QUELLI IN PROVINCIA. ANCHE A MODENA CONTINUANO GLI EFFETTI DEI TAGLI DEL GOVERNO BERLUSCONI

È in fase di pubblicazione lo schema del decreto legislativo che prevede l’abolizione di numerosi  uffici del Giudice di pace e tra questi rientrano tutti quelli presenti nell’ambito della provincia di Modena.

Con questo provvedimento adottato dal precedente Governo, gli uffici del giudice di pace di Carpi, Pavullo, Vignola, Sassuolo, Mirandola, Finale Emilia verranno chiusi entro quest’anno, e i cittadini della provincia  dovranno recarsi presso l’unico ufficio presente in tutta la provincia che si trova in via San Pietro a Modena.

“Mentre con una mano si continua a imporre balzelli ai cittadini, con l’altra si riducono i servizi che dovrebbero essere forniti proprio grazie al pagamento delle tasse” afferma Vincenzo Santoro della Funzione Pubblica/Cgil che contesta fortemente i tagli lineari verso la pubblica amministrazione, che riducono o addirittura eliminano i servizi.

“La cosa che più rattrista – aggiunge il sindacalista – è che uno dei motivi principali della chiusura degli uffici è la carenza di personale. Anzichè riorganizzare i servizi in modo razionale, rispondendo anche alle necessità di creare posti di lavoro, si è preferito adottare un provvedimento radicale oltre che miope, visto che i lavoratori oggi occupati in quegli uffici, saranno trasferiti negli uffici giudiziari di Modena”.

La nuova norma prevede che i Comuni potrebbero mantenere in vita i suddetti uffici facendosi carico di tutte le spese, sia per quanto riguarda il personale, che per quanto riguarda la logistica e il funzionamento degli stessi.

“Ma mentre pervicacemente si tagliano ingenti risorse agli enti locali – spiega Santoro – si chiede a questi di mettere mano ai loro bilanci qualora volessero continuare a mantenere i servizi. Chi pagherebbe tutto ciò? La risposta non è difficile da trovare”.

Va ricordato che gli uffici del Giudice di pace sono preposti a trattare le problematiche giudiziare più comuni che possono anche essere affrontate direttamente dai cittadini, come ad esempio i ricorsi per le contravvenzioni. Non è da escludere che molti cittadini rinunceranno a ricorrere al Giudice di pace perchè i costi che dovranno sostenere saranno maggiori delle sanzioni, anche se eventualmente ingiuste.

“La Cgil – afferma Santoro – non si oppone ad una politica di razionalizzazione della spesa pubblica. Ma ciò che sta avvenendo è tutt’altro!!!”

Infatti a breve saranno ridimensionati pesantemente gli Ispettorati del lavoro ai quali sono state tolte numerose competenze, sono già stati soppressi gli uffici preposti al pagamento degli stipendi dei dipendenti pubblici e sono in corso le procedure di chiusura degli uffici dell’Inpdap.

“Lo smantellamento dello stato sociale – commenta il sindacalista FP/Cgil – voluto dai vari ministri del precedente Governo, con il complice silenzio degli altri sindacati, purtroppo non ha avuto una battuta d’arresto. Se è vero che l’attuale Governo accetta il confronto con il Sindacato e a differenza di quello precedente è disposto a ragionare sulle proposte che può fornire la Cgil, è necessario che da subito si cambino i numerosi scellerati provvedimenti che negli ultimi tre anni sono stati emanati”.

Modena, 13 gennaio 2012

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