TUTOR SCOLASTICI, SI RISCHIA UN RIDIMENSIONAMENTO DI QUESTA IMPORTANTE FIGURA DI APPOGGIO PER GLI STUDENTI DISABILI

La Cgil di Modena esprime preoccupazione per il ruolo che viene chiesto di giocare ai tutor scolastici, ovvero quei giovani che aiutano gli studenti disabili delle scuole superiori nell’attività di socializzazione extra-scolastica.

Solo nella città di Modena i tutor sono circa 140 e sono fondamentali nel sostegno pomeridiano allo studio, ma anche in attività di socialità e in funzioni di raccordo  fra insegnanti e studente.

L’accordo di programma (sottoscritto da Provincia, Comuni, Ufficio Scolastico Territoriale ed Ausl), riapprovato di recente individua nelle figure dei tutor un mero volontario-amico a cui spetta un semplice rimborso spese, mentre nella esperienza che abbiamo vissuto in questi anni in provincia la gran parte dei tutor è diventanta indispensabile figura di sostegno per un congruo numero di ore settimanali spesso di compresenza in aula.

Di fatto molti di loro non giocano un ruolo da coetanei-amici, ma hanno età più mature e con competenze alte, tant’è che il Comune di Modena ha riconosciuto correttamente questa funzione stabilizzando i percorsi professionali dei tutor e prevedendo un equo compenso come lavoratori.

Sottolineare questa impostazione volontaristica in un quadro di tagli significa perciò penalizzare i tutor nel corrispettivo economico e nei diritti, ma soprattutto un ulteriore impoverimento della risposta assistenziale ed educativa nei confronti dei disabili e delle loro famiglie.

In questo quadro , la CGIL evidenzia , inoltre, un calo del numero delle figure di tutor attivate e un ritardo insostenibile nella loro individuazione e nomina in alcuni istituti, creando in questo modo un vuoto concreto nell’attività di sostegno alla disabilità.

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