STATO DI AGITAZIONE DIPENDENTI OSPEDALE SASSUOLO SPA. PRESIDIO LUNEDÌ 20 MAGGIO ORE 11-14 C/O INGRESSO OSPEDALE

Proclamato dai sindacati della Sanità Cgil Cisl Uil e Fials assieme ai delegati sindacali, lo stato di agitazione di tutti i dipendenti dell’Ospedale di Sassuolo area comparto – infermieri, ostetriche, tecnici, operatori socio sanitari, amministrativi, ecc… – per protestare contro l’indisponibilità aziendale ad affrontare i problemi relativi a gravi carenze del personale, ad orari e organizzazione del lavoro che, insieme a carichi di lavoro divenuti eccessivi, stanno già mettendo in discussione la qualità ed il volume delle  risposte ai cittadini. Ciò significa che i lavoratori dell’Ospedale si potranno astenere dalle prestazioni straordinarie e da tutte le attività che non sono considerate indispensabili a garantire i livelli essenziali di assistenza.

Lo stato di agitazione, già comunicato al Prefetto di Modena nel tentativo di conciliazione che si è tenuto oggi, dopo una lunga trattativa durata mesi e sfociata nella interruzione delle relazioni sindacali, sarà accompagnato da un presidio di protesta lunedì 20 maggio 2013 dalle ore 11 alle ore 14 davanti all’ingresso principale dell’Ospedale (via Ruini, 2).

I giornalisti sono invitati al presidio durante il quale lavoratori e sindacalisti saranno a disposizione della stampa per fornire le informazioni relative alle motivazioni dell’azione di protesta.

I sindacati denunciano in particolare la riduzione del personale infermieristico: dai 251 infermieri del 2012 si è passati ai 232 di oggi, per effetto delle assenze non sostituite e dei passaggi a tempo parziale non ancora compensati. Il personale di supporto, operatori socio sanitari calano rispetto allo stesso anno e passano da 87 a 81, mentre le ostetriche da 25  si riducono a 20.

Per garantire i servizi ai cittadini, il personale in forza è costretto a straordinari massicci, oltre 16.000 ore di lavoro straordinario fatte nel 2012! Questo strumento è diventato un normale fattore di programmazione senza il quale dovrebbero essere chiusi dei servizi.

L’Azienda inoltre  non ha riconosciuto l’intero pagamento delle ore di straordinario svolte nello scorso anno.

A questo dobbiamo aggiungere un bagaglio di ferie arretrate che si attesta sulle 1.350 giornate.

Spesso non viene rispettata la pausa per il recupero psico-fisico di 11 ore tra un turno e l’altro di lavoro (previsto dal decreto legge n.66/2003, art.7 e dal CCNL), ma ancora più grave è la riduzione delle presenze in servizio in molti reparti (anziché 2 infermieri per turno, la norma è ormai 1 infermiere ed 1 OSS) con rischi di non poter più garantire adeguate prestazioni ai ricoverati, specialmente nei turni notturni di alcuni reparti.

Le Organizzazioni Sindacali sono consapevoli che i pesanti tagli al Servizio Sanitario Nazionale (dovuti ai tagli lineari lasciati in eredità  dai precedenti governi che abbattono il bilancio della sanità regionale 2013 di 260 milioni di euro) hanno prodotto un peggioramento delle condizioni di lavoro  e dei servizi, ma riteniamo che tutto ciò non sia sufficiente a spiegare la difficoltà di Bilancio in cui si trova oggi questa importante struttura sanitaria. I sindacalisti sono convinti  che sia  altrettanto indispensabile mettere mano all’organizzazione del lavoro, definendo nuovi modelli assistenziali che coinvolgano nella programmazione delle attività i professionisti. Oggi i sindacati registrano invece un’azione unilaterale dell’Azienda improntata all’utilizzo di una flessibilità estrema degli operatori, senza la necessaria formazione degli stessi, e con rischi per la sicurezza degli lavoratori e dei pazienti.

Fp/Cgil CISL/Fpl Uil/Fpl e Fials chiedono innanzitutto che sia ripristinata con urgenza la consistenza organica (che dovrebbe prevedere almeno 480 addetti) con nuove assunzioni anche per garantire il diritto alle ferie estive a tutti i lavoratori e che si apra  al più presto un  serio confronto sull’organizzazione del lavoro.

 

Fp/Cgil    CISL/Fpl     Uil/Fpl     Fials       Modena

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