SISMA / UNA DEVASTAZIONE DIFFICILE DA CREDERE

Il Comune di Finale è devastato. Caduti i simboli della città, quelli che “ci sono sempre stati”, quelli che identificano un Comune: lo storico Palazzo Civico (sede del comune) è pesantemente sfregiato, il Castello è gravemente lesionato, la Chiesa nel centro storico è squarciata, la piazzetta antistante piena di calcinacci, la Torre che dava il benvenuto ai visitatori non c’è più.

Tutto il centro storico è transennato: impossibile accedervi, troppo pericoloso.

Da tantissimi edifici sono cadute tegole e comignoli, i marciapiedi hanno inevitabilmente calcinacci, i segni del fortissimo tremore della terra sono visibili ovunque.

Anche le abitazioni che non hanno problemi evidenti di stabilità – e fortunatamente sono tante – portano segni pesantissimi. Se non all’esterno, all’interno i danni sono tantissimi: armadi caduti su letti spezzati, vetrine rovesciate su tavoli in frantumi; a chi è andata bene si sono “solamente” aperti tutti gli sportelli della cucina, rovesciando a terra tutto il contenuto, ovviamente anch’esso in frantumi.

Tanti non possono rientrare in casa: molti sono nelle tendopoli allestite in vari punti del paese. Tendopoli efficienti, ma vigliaccamente spazzate da un vento freddo e dalla fortissima pioggia caduta incessantemente per ore ed ore.

Molti hanno trovato una sistemazione da amici e parenti, ma molti anche quelli che hanno passato la notte in auto, e che lì si riparano quando il maltempo si fa insostenibile.

A San Felice la situazione è pressochè la stessa. Centro storico devastato: la bellissima fortezza è quasi completamente crollata, la Chiesa rasa al suolo.

Grossi i problemi anche nel centro di Cavezzo: nonostante sia un po’ più lontano, il sisma non ha risparmiato questo piccolo comune. Centro transennato e tanti danni.

Problemi non indifferenti anche a Mirandola, Camposanto, Medolla ed in tante frazioni, per non parlare delle molte case sparse crollate o con gravi problemi strutturali.

Ma i segni sono visibili non solo nei danni materiali, ma anche negli occhi delle persone: smarrimento, paura, la comprensibile difficoltà a fronteggiare un evento che questa provincia non si aspettava (tantomeno poi quella parte della provincia). E’ difficile fronteggiare un evento imponderabile e sul quale non ci può essere controllo: ti toglie la certezza della casa, ti fa tremare la terra sotto i piedi, cambia i connotati del tuo paese, ti crea enormi preoccupazioni per i tuoi cari.

Ma negli occhi delle persone abbiamo visto anche la voglia di ripartire subito, sempre ammesso che si siano mai fermate.

Ognuno si dà da fare, i vicini che si aiutano, tanti volontari, gli operatori dei servizi pubblici pronti a raddoppiare gli sforzi, una comunità capace di aiutarsi ancor prima che i necessari aiuti arrivassero.

E’ per questo che Finale, San Felice e tutta la “bassa” saranno a breve più belle di prima, ne siamo certi. Non sarà facile, ma ci riusciranno. Faranno un po’ meno fatica se tutti gli altri modenesi – quelli che l’altra notte hanno avuto tanta paura, ma poi “per fortuna è finita lì” – saranno vicini alle zone più colpite.

Come faranno un po’ meno fatica se il Governo emanerà a breve tutti i provvedimenti necessari a non lasciare soli i cittadini, i lavoratori, i pensionati e tutte le istituzioni locali.

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