SISMA: LE OFFESE DELL’ANCI E LO “STRANO CASO” DEL COMUNE DI SASSUOLO

Qualche giorno fa FP CGIL – CISL FP – UIL FPL hanno scritto ad ANCI (l’associazione che rappresenta i Comuni) ed UPI (quella che rappresenta le Province) dell’Emilia-Romagna per chiedere di esprimere una posizione in merito alle assenze dal lavoro dovute agli eventi sismici.

I casi, come già scritto in precedenza, sono sostanzialmente due: le assenze dovute ad una gravissima situazione personale (abitazione inagibile propria o dei propri familiari), e le assenze dovute alla chiusura delle sedi di lavoro a causa di ordinanze (ovviamente nel caso il personale non sia stato richiamato in servizio).

Altri enti pubblici anche della nostra regione, in determinate situazioni e per un determinato periodo di tempo, hanno concesso un permesso straordinario retribuito.

Era ragionevole pensare che anche Anci ed Upi avrebbero proposto a Comuni e Province di comportarsi allo stesso modo.

Ed invece no: l’Anci ha scelto di offendere i sindacati e, soprattutto, i lavoratori.

Infatti Anci E.R. e Legautonomie E.R., in una lunga lettera, ricordano alle organizzazioni sindacali quali sono gli strumenti ordinari di assenza del personale, fra cui le ferie e le aspettative.

L’offesa è doppia.

In primo luogo ricordano con fare da maestrina quali sono gli strumenti che i contratti prevedono, come se i sindacati non conoscessero i contratti (non foss’altro per il fatto di esserne i co-firmatari…)

Ed, ancor peggio, ricordano quali sono gli strumenti di assenza ordinari.

Qualcuno dovrebbe spiegare a questi signori che in questa situazione di ordinario non c’è proprio nulla. E’ forse ordinario che in due diversi sismi siano morte quasi 30 persone, sotto capannoni crollati come castelli di carta? E’ forse ordinario che 3 ospedali siano chiusi? E’ forse ordinario che 14 municipi siano inagibili? E’ forse ordinario che nella nostra provincia ci siano campi per sfollati in oltre 15 comuni, e che è stimabile che siano almeno 10 volte tanto le persone ospitati nei campi quelle che vivono e dormono fuori casa in sistemazioni di fortuna? E’ forse ordinario che una prima stima dei danni ammonti ad almeno 5 miliardi di euro?

E tornando alle assenze dal lavoro (ed all’assenza di lavoro) è forse ordinario che sia uscito un decreto che prevede la cassa integrazione in deroga e straordinaria per decine di migliaia di lavoratori a causa del sisma?

La risposta è no: non è una situazione ordinaria, è la più (drammaticamente) straordinaria che avremmo mai potuto immaginare. Ed è per questo che lo Stato e la Regione hanno previsto strumenti straordinari, anche per la tutela dei lavoratori che hanno perso il lavoro o che sono impossibilitati a raggiungerlo per gravissimi motivi.

E l’Anci (dell’Emilia-Romagna, per di più, quindi dovrebbe sapere cosa è successo) che fa? Ci ricorda saccentemente gli strumenti ordinari contrattualmente previsti…

Invece di chiedere al Governo di prevedere un rimborso sulla falsariga di quello previsto per i privati, preferisce rivalersi sui propri dipendenti (peraltro con lo stipendio bloccato ed ora colpiti dal sisma, come se il sisma fosse colpa loro…).

Ci permetteremmo invece di dare noi un piccolo suggerimento all’Anci: anziché scrivere lettere del tenore di quella sopra descritta, potrebbe aiutare gli enti locali modenesi ed emiliano-romagnoli ad attivare un vero e proprio coordinamento, inviando in quei comuni ora in forte difficoltà quel personale che volontariamente potrebbe andare ad aiutare i propri colleghi.

Già, perchè ci risulta che oltre alle funzioni di vigilanza del territorio e di verifica delle agibilità (per cui vari comuni hanno già inviato proprio personale nelle zone colpite), siano ancora tante le esigenze di personale. Anche perchè la maggior parte dei comuni colpiti ha strutture amministrative di 20-30 dipendenti, che non potranno reggere da soli ancora molto tempo al carico ed alle condizioni di lavoro (e di vita) alle quali sono sottoposte.

 

Ma non finisce qui: in questa vicenda si inserisce, con “maestria”, il Comune di Sassuolo. Chi legge si chiederà: ma che c’entra il Comune di Sassuolo col terremoto? Avendo l’obiettivo dichiarato di ridurre le spese del personale, coglie l’occasione del sisma per chiudere alcuni servizi qualche giorno (e, fortunatamente, non ci risulta che Sassuolo sia uno dei comuni colpiti), non riutilizza il personale e scrive che obbligherà i propri dipendenti a prendere qualche giorno di ferie od a recuperare le ore quando il comune lo riterrà opportuno.

Tutto ciò non può essere accettato. Anche perchè, se così fosse, salterebbe quel sistema di diritti/doveri che regola un corretto rapporto di lavoro. Il Comune di Sassuolo potrebbe così cambiare a piacimento (con un preavviso di 12 ore, a quanto scrive il Direttore Generale) l’orario di lavoro dei propri dipendenti, decidendo di volta in volta se e quando si debbano presentare al lavoro e disponendo a proprio piacimento degli orari e delle ferie.

Peraltro lo stesso Ministero del Lavoro ha recentemente espresso un parere decisamente diverso da questa “curiosa” interpretazione…

Ci auguriamo vivamente che l’Amministrazione di Sassuolo riveda rapidamente la propria posizione, non utilizzando un evento sismico che peraltro non l’ha colpita per fare sciacallaggio sui propri dipendenti.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*