SETTORE CULTURA COMUNE DI MODENA, L’IPOTESI DELLA FONDAZIONE NON CONVINCE I DIPENDENTI

Questa mattina le organizzazioni sindacali di categoria presenti nel Comune di Modena hanno incontrato i lavoratori del settore cultura per discutere di quanto emerso nell’incontro che le stesse avevano avuto con l’Assessore Alperoli il 27 aprile u.s. in merito alla possibilità di affidare ad una Fondazione i vari musei, oggi in capo al Comune.

I sindacati in una nota, inviata in precedenza all’Amministrazione, avevano manifestato tutte le loro riserve, non essendo chiari gli obiettivi, per cui si dovrebbe affidare la gestione del ME.MO. e dei Servizi Museali a due Fondazioni. Nella medesima nota, le OO.SS. si erano espresse anche in merito all’affidamento di alcune scuole per l’infanzia e della Casa Protetta S.G. Bosco ad altre due Fondazioni.

Avevano inoltre ribadito comunque che si sarebbero opposti in ogni modo a operazioni che avrebbero portato alla fuoriuscita di dipendenti pubblici dal proprio rapporto di dipendenza dal Comune senza il libero e sereno assenso dei singoli lavoratori interessati.

 

Nell’incontro del 27 aprile, l’Amministrazione ha informato le organizzazioni sindacali che, nonostante il Consiglio comunale avesse deliberato la costituzione di una Fondazione Cultura a cui affidare i diversi Istituti culturali, avrebbe fatto, prima di definire questo iter, delle valutazioni e degli studi per verificarne la fattibilità e per rilanciare gli interventi utili a sostenere la cultura a Modena.

 

L’assemblea dei lavoratori sollecita l’Amministrazione ad esplicitare le sue intenzioni a tutto il personale del settore cultura, a confrontarsi con le organizzazioni sindacali e le RSU, perché i lavoratori sono preoccupati che, con scelte affrettate, di cui non  si capisce fino in fondo la logica, si arrivi a depotenziare la cultura a Modena.

L’assemblea ha ribadito, cose già comunicate dal sindacato all’Amministrazione che, se una delle ragioni di questa decisione deriva da motivi economici, non si capisce perché devono venire meno i principi ispiratori di una buona gestione pubblica dei servizi, compresa la ricerca e l’attribuzione di fondi di privati alle Istituzioni pubbliche.

Inoltre, è stato ribadito con forza che il Comune, con l’affidamento ad una Fondazione della gestione dei musei, si priverebbe dell’esercizio della tutela del patrimonio culturale della città, fatto non soltanto di raccolte artistiche, ma anche di un insieme di competenze degli operatori che da anni lavorano con passione e dedizione.

Il personale del Settore Cultura ritiene che uno studio su come riorganizzare gli istituti debba essere fatto in primo luogo coinvolgendo in modo attivo il personale al fine di verificare la possibilità di mantenere inalterata la gestione del sistema museale.

Il personale, ancora una volta, ha dichiarato la propria disponibilità in questo senso all’Amministrazione comunale.

Totale indisponibilità è stata invece dichiarata da parte dei dipendenti comunali a vedersi trasformare il proprio contratto di lavoro da pubblico a privato, qualora l’Amministrazione volesse attuare quanto deliberato dal Consiglio comunale.

 

Le organizzazioni sindacali, le RSU e i lavoratori del settore attendono gli sviluppi degli studi e chiedono di essere convocati non appena emergeranno elementi ulteriori per la prosecuzione del confronto.

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