SCIOPERO LAVORATORI CIE LUNEDÌ 10 DICEMBRE CONTRO IL MANCATO PAGAMENTO DEGLI STIPENDI

Comunicato stampa FP CGIL Modena

Sciopero lunedì 10 dicembre dei lavoratori del Centro Identificazione ed Espulsione (CIE) di Modena proclamato dal sindacato Funzione Pubblica Cgil in conseguenza della mancata corresponsione degli stipendi (da una a due mensilità) da parte del Consorzio L’Oasi.

Lo sciopero del 10 dicembre (per l’intera giornata di lavoro) fa parte di un pacchetto di 2 giornate di sciopero.

Dopo la proclamazione dello stato di agitazione il 20 novembre 2012, anche il tentativo di addivenire ad una risoluzione della vertenza sugli stipendi è fallito. Infatti, il 26 novembre scorso, nell’ambito dell’incontro presso la Prefettura di Modena, il Consorzio L’Oasi ha mostrato al Prefetto, al Sindacato e ai lavoratori, ricevute dei bonifici effettuati il 21 novembre per le retribuzioni di settembre e ottobre. A distanza di 8 giorni le ricevute non risultano accompagnate dai versamenti, smascherando il nuovo goffo inganno da parte dell’Azienda.

“Oramai crediamo che la Prefettura abbia tutti gli elementi per intervenire formalmente su questa vicenda – sostiene Fabio De Santis della FP CGIL – nei verbali del 9 e del 26 novembre, sottoscritti in Prefettura, L’Oasi ha dichiarato delle cose non vere, dimostrando di non avere le capacità per gestire il CIE di Modena. Dovrebbe risultare chiaro che il problema non è più solo il mancato rispetto di impegni presi nei confronti dei lavoratori e del sindacato, ma è la tenuta stessa del servizio ad essere messa a rischio da una gestione sconsiderata. L’azienda non ha infatti la liquidità necessaria per portare avanti la gestione in maniera adeguata”.

Tutto il personale dipendente e i collaboratori non hanno ricevuto lo stipendio di ottobre. Tra questi ci sono anche i medici che svolgono le prestazioni in qualità di lavoratori autonomi provvisti di partita Iva. Dieci lavoratori hanno ricevuto solo le mensilità di luglio e agosto. Non vengono pagati da ben 70 giorni.

“La situazione è diventata drammatica per le persone. – aggiunge De Santis – Temo che qualcuno finirà con l’essere costretto a presentare le dimissioni per giusta causa, per provare a cercarsi un altro lavoro. In un contesto sociale ed economico già critico, non penso che in questo territorio si stia scrivendo una bella pagina in materia di lavoro”.

A questo punto il Sindacato si chiede perché la Prefettura non intervenga.

La Funzione Pubblica Cgil ha chiesto formalmente, il 23 novembre scorso, il pagamento diretto ai lavoratori da parte del Committente, in quanto responsabile solidale di fronte alle infrazioni del Consorzio.

“Ricordiamo che L’Oasi sta infrangendo oramai da due mesi le leggi vigenti in materia di lavoro, il contratto nazionale ed il capitolato d’appalto. Ci sono tutti gli elementi per procedere ad un recesso dell’appalto e ad una nuova assegnazione, questa volta prevedendo tariffe che includano il costo del lavoro previsto dai contratti collettivi nazionali di settore”. 

Oltre alle giornate di sciopero, la FP CGIL annuncia altre iniziative ed il ricorso alle vie legali nei confronti di committente e gestore se non si arriverà ad una soluzione definitiva della vertenza.

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