RICONOSCIUTI GLI AUMENTI AI LAVORATORI DELLA COOPERATIVA SOCIALE DOLCE

Comunicato stampa FP CGIL Modena

La Cooperativa Sociale Dolce riconosce gli aumenti contrattuali ai lavoratori, previsti dal 1° ottobre 2012, dopo che ne aveva unilateralmente sospeso l’erogazione.

Ieri e oggi si sono svolti gli incontri tra la Funzione Pubblica Cgil e la Cooperativa presso le prefetture di Bologna e Modena, a seguito della proclamazione dello stato di agitazione dei lavoratori.

L’impegno assunto formalmente dalla Cooperativa consiste nel riconoscimento degli aumenti previsti a partire da dicembre, con ricalcolo dell’incidenza sulle tredicesime. Inoltre prevede il recupero degli incrementi di ottobre e novembre da corrispondere nella busta paga di gennaio.

La vertenza ha avuto inizio quando la Dolce ha deciso, con un atto unilaterale, di non erogare la seconda tranche di aumenti contrattuali previsti dal 1° ottobre 2012. Si tratta di un aumento di 20 euro, dei 70 complessivi previsti dal CCNL delle Cooperative Sociali, rinnovato nel gennaio 2012.

La Cooperativa bolognese gestisce in provincia di Modena diversi appalti pubblici nell’ambito educativo ed impiega oltre 200 lavoratori (complessivamente sono oltre 2.500). L’appoggio scolastico nell’Unione Terre dei Castelli, gli asili nido di Modena, Vignola, Maranello, sono alcuni dei servizi gestiti da Dolce.

“Il riconoscimento degli incrementi economici – dice Fabio De Santis della FP CGIL – è un risultato che salvaguarda gli impegni presi nel rinnovo del Contratto Nazionale. È un esito che deve essere guardato anche nell’ottica dell’ulteriore tranche di aumenti prevista a marzo 2013”.

La vertenza non si è comunque risolta, fanno sapere dal sindacato di piazza Cittadella, in quanto la Cooperativa Dolce non rispetta pienamente il diritto alla formazione dei lavoratori, non riconoscendo loro la retribuzione ordinaria per le ore destinate alle attività formative, ma sostituendola con una quota forfettaria di 5 euro, ben al di sotto della paga oraria contrattuale prevista.

Per questo motivo, nell’incontro di stamattina in Prefettura, pur riconoscendo il risultato sugli aumenti, la FP CGIL ha deciso di non revocare lo stato di agitazione.

“Il ridimensionamento del diritto alla formazione nell’ambito educativo ha un effetto sulle retribuzioni, ma anche sulla qualità dei servizi socio-educativi, già in difficoltà per i tagli di questi anni. Inoltre – prosegue De Santis – la riduzione dei diritti dei lavoratori sono anche il frutto dei forti sconti  con la quale la Cooperativa si è aggiudicata gli appalti in questi anni”.

In merito a questa controversia la FP CGIL, auspica la ripresa del confronto dopo il periodo festivo per trovare soluzioni condivise.

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