I SERVIZI ALLA PERSONA AL TEMPO DEI TAGLI: INTERESSANTI GLI ELEMENTI EMERSI NELLA DISCUSSIONE

In questi giorni molte persone (operatori del settore e non) ci hanno contattato per avere riscontri sulla tavola rotonda “I Servizi alla persona al tempo dei tagli”, lamentando il fatto che nel servizio proposto da una nota emittente televisiva locale si facesse riferimento solamente alle scuole per l’infanzia del comune capoluogo (argomento marginale nell’ambito del dibattito). Ecco quindi un brevissimo (e purtroppo limitativo) riassunto delle quasi 3 ore di discussione.

La relazione di Fabio De Santis (scarica relazione) ha analizzato l’attuale situazione dei servizi alla persona sull’intero territorio provinciale, inquadrandola nel difficile momento che sta attraversando la finanza pubblica e ponendo sul piatto quindi gli argomenti da affrontare nella tavola rotonda.

L’Assessore Querzè si è soffermata particolarmente sulla situazione dei servizi all’infanzia: ha sottolineato come nel Comune di Modena sono già molti i soggetti che contribuiscono ad erogare i servizi, individuando nell’equilibrio tra Comune, Stato e soggetti privati il giusto mix di gestione dei servizi per l’infanzia. Ha quindi ricordato come oggi l’impegno dello Stato nella gestione sia troppo basso; nonchè il fatto che andranno maggiormente valorizzate esperienze private (Fondazioni) che vedono il coinvolgimento dei genitori nelle scelte da compiere.

Il Sindaco di Mirandola Benatti (nonchè Assessore dell’Unione Area Nord per le Politiche Sociale) ha allargato l’orizzonte ai servizi agli anziani ed ai diversamente abili, sottolineando a propria volta la necessità di mantenerne l’impianto in termini di universalità di accesso e di qualità, ben conscio però dell’impossibilità di mantenere gli attuali standard a causa della riduzione imposta dalle leggi finanziarie. Necessario quindi valutare con la massima attenzione le scelte da compiere, onde riallocare al meglio le risorse (calanti) esistenti, come è necessario che alcune scelte di sistema siano prese quantomeno in ambito regionale o provinciale.

A propria volta il Presidente di Confcooperative De Vinco ha respinto la visione di una cooperazione utile solamente a fare risparmiare gli enti pubblici, rivendicando invece un ruolo attivo nella possibilità di individuare un nuovo livello di erogazione dei servizi nella nostra provincia.

Chiudendo i lavori, il segretario Bonaccini ha sottolineato alcuni aspetti qualificanti delle proposte di FP CGIL Modena:

Fare sistema: è necessario un ragionamento almeno di carattere provinciale sulle trasformazioni necessarie affinchè il sistema di welfare che da anni caratterizza la provincia di Modena non sia irrimediabilmente smantellato. Chi coltiva l’illusione di tutelare bene i propri cittadini senza inserirsi in un contesto più ampio (dove valorizzare tutte le esperienze ed ammortizzare i costi) è destinato a fallire. E’ necessario che la politica superi alcuni campanilismi: sono un costo che oggi la società non può permettersi.

Governance e gestione: per avere una buona governance del sistema è necessario avere un livello significativo di gestione. Non si può governare, controllare, sperimentare, indirizzare senza avere una conoscenza diretta di un servizio, conoscenza che può derivare solo dalla gestione.

Esternalizzazioni: il punto non è solo quante, ma in quali servizi, con quali limiti, a quali soggetti e con quali garanzie.

Oggi nessuno ne parla: serve un patto in cui tutti si riconoscano che definisca quali servizi debbono rimanere a gestione pubblica e per quali invece l’intervento di soggetti privati (a fianco del pubblico) rappresenti un valore aggiunto.

Un patto che definisca e valorizzi il ruolo del volontariato, che qualcuno sta invece pensando di utilizzare in modo sostitutivo al lavoro dipendente.

Un patto che definisca quali garanzie vengono date ai lavoratori (pubblici o privati) che lavorano nei servizi pubblici e quali garanzie il committente si impegna a dare. Per dirla in una parola, una vera e propria Carta del Lavoratore, che garantisca appunto gli operatori tanto quanto la Carta dei Servizi garantisce gli utenti.

Un patto dove amministrazioni pubbliche e soggetti privati (cooperativi e non) concordino che è obiettivo di tutti mantenere le fondamenta del sistema di welfare della nostra provincia. Dove quindi chi molto ha avuto negli ultimi 20 anni dalla comunità modenese in termini di risorse pubbliche (nel periodo di forte espansione del sistema di protezione sociale) contribuisca ora a mantenere le basi di questo sistema, riducendo gli utili (in un periodo di contrazione delle risorse) al fine di mantenere determinati standard qualitativi ed occupazionali.

Su queste basi FP CGIl Modena non si sottrarrà ad un ragionamento serio sul futuro dei servizi alla persona nella nostra provincia. Una base molto diversa, insomma, dal teatrino deprimente che sta andando in scena da 20 giorni, dove pare che gli unici servizi esistenti siano 5 scuole materne del Comune di Modena, dove pare che molti amministratori pensino di basare su quelle il proprio destino nei confronti degli elettori, dove importanti soggetti privati sembrano volersene “impadronire” garantendo miracolosi risparmi. Con buona pace di genitori e lavoratori coinvolti.

 

A margine della tavola rotonda, in merito alle situazione delle scuole d’infanzia del Comune di Modena, Bonaccini ha espresso forti perplessità sulle esternalizzazioni al centro del dibattito, in quanto chi le propone pare basare i propri ragionamenti in termini ideologici (comunque il privato deve avere risorse dal pubblico) e di risparmio (con riduzione quindi di diritti per utenti e lavoratori). Ci sarà la disponibilità a ragionare solamente se dovessero essere confermate le difficoltà di assunzione del personale ed una volta assunto e stabilizzato nei termini massimi stabiliti dalla legislazione. Ovviamente in caso di esternalizzazioni il Comune dovrà comunque dare garanzie precise sulla riallocazione del personale comunale, sulla qualità dei servizi esternalizzati, sulla riallocazione presso i nuovi soggetti gestori del personale precario attualmente operante nelle scuole comunali.

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