OLTRE 7.000 PERSONE PER SUSANNA CAMUSSO

Oltre alle oltre 400 persone che hanno trovato posto nell’Aula Magna dell’Università presso il Policlinico, sono state ben 6.604 quelle che si sono collegate ed hanno seguito il suo intervento in streaming dal nostro sito.

Si tratta di un numero eccezionale, a dimostrazione di quanto interesse suscitasse l’intervento della Segretaria Generale della CGIL all’assemblea dei candidati di FP ed FLC CGIL Modena.

Susanna Camusso ha ricordato come il voto alle elezioni della RSU del prossimo marzo non rafforzi solamente l’azione a tutela dei dipendenti pubblici e più in generale il servizio pubblico inteso come possibilità di tutti di esercitare i più elementari diritti di cittadinanza (istruzione, sanità, previdenza, sicurezza, …), ma ha anche sostenuto come il voto alla FP CGIL rafforzi la posizione e l’azione della nostra organizzazione su tematiche di assoluto interesse generale.

In particolare ha ricordato come per la CGIL la riforma della previdenza non sia un capitolo da considerarsi chiuso, ed ha approfondito, fra la massima attenzione dei presenti, lo stato del confronto col Governo rispetto alla riforma del mercato del lavoro.

Ha ribadito che l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori rappresenta una norma antidiscriminatoria, di civiltà, e che le imprese possono acquistare le prestazioni lavorative e professionali, ma non le idee e la dignità delle persone.

A questo proposito l’importanza delle elezioni RSU e dell’art. 18 ha nella vicenda Fiat un esempio cristallino, dove un’azienda pretende di decidere con quali interlocutori parlare (solamente con i sindacati graditi) e quale tessera sindacale deve avere in tasca una persona per poter lavorare in quell’azienda.

Ha spiegato come il confronto col Governo sia interessante rispetto all’estensione degli ammortizzatori sociali a quelle fasce di mondo del lavoro che oggi ne sono escluse, ma che è impensabile che questo avvenga a parità di risorse, o addirittura con la loro diminuzione, a maggior ragione in questo momento difficilissimo per molte famiglie e per l’intero Paese .

Ha ricordato come per la CGIL, sia fondamentale che alcune forme di lavoro (come, ad esempio, il lavoro a chiamata) utilizzate solo per nascondere e pagare meno il lavoro dipendente siano abolite, e più in generale come il lavoro a termine debba costare di più all’impresa (ed essere quindi meno conveniente) rispetto al lavoro a tempo indeterminato.

Ha chiuso infine sostenendo come qualunque riforma del mercato del lavoro non porti comunque ad un aumento dell’occupazione: è perciò necessario che parta quella “fase 2” che il Governo ha più volte annunciato, la fase degli investimenti, della definizione di una politica industriale del nostro Paese, la fase che porti ad un rilancio dell’economia e della (buona) occupazione.

Le risorse ci sono, e vanno trovate, come CGIL sostiene da tempo, da chi in questi anni ha avuto di più e contribuito di meno: attraverso una riforma fiscale adeguata, l’introduzione di una imposta sui grandi patrimoni ed una costante ed incisiva lotta all’evasione.

 

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