PROVINCE

Il Governo Monti ha combinato un pasticcio dietro l’altro. Prima con il decreto “salva Italia” ha cavalcato l’onda populista dell’abolizione delle province, con norme inapplicabili e probabilmente incostituzionali; poi, con l’art. 18 della “spending review” – vai alla scheda – ha cercato di evitare la dichiarazione di incostituzionalità, ma (come detto a più riprese dalla FP CGIL) portando le province in un quadro di assoluta confusione.

Ora decide di passare il cerino al prossimo governo, prorogando di un anno le scadenze inizialmente previste al 31 dicembre 2012; tutto ciò, purtroppo, nell’assoluta assenza di una qualsivoglia idea di un serio e complessivo riordino istituzionale.

Quindi al momento rimangono le province così come noi le conosciamo, con il nome attuale, le funzioni attuali ed il personale tuttora in forza.

Gli organi istituzionali (Presidente, Giunta e Consiglio) restano in carica fino alla naturale scadenza dei mandati.

Alla prossima puntata…