Razionalizzazione della spesa nel Pubblico Impiego (Art. 11)

Lavoro pubblico

Alla prosecuzione del blocco della contrattazione economica per tutto il 2014 (che comporta un taglio netto del 10,5% delle retribuzioni complessive dal 2008 ad oggi, si aggiunge la misura dell’Indennità di Vacanza Contrattuale per il triennio 2015/2017 pari a quella attualmente percepita e l’intervento sulla contrattazione decentrata con l amisura strutturale della progressiva riduzione del fondo del salario accessorio in relazione alla diminuzione del personale in servizio in ragione del pensionamento e del blocco olimitazione del turn over.

Si aggiunge una nuova disciplina del TURN OVER, anche questo in modo lineare, con una riduzione delle possibilità assunzionali ed una evidente ripercussione sulle possibilità di stabilizzare il precariato: per il 2015 (dal 50% al 40%) per le Amministrazioni centrali, l euniversità, la ricerca; per il 2016 (dal 100% al 60%); per il 2017 (da 100 all’80%); per il2018 (100%). In sostanza lo sblocco del turn over passa dal 2016 al 1018. Permangono inoltre inviariati gli attuali pesantissimi limiti assunzionali previsti per gli enti locali.

Infine mentre viene esteso il tetto invalicabile delle retribuzioni (pari a quello del primo Presidente della Corte di Cassazione) a chiunque riceva a carico delle pubbliche amministrazioni retribuzioni o emolumenti comunque denominati, vengono escluse le prestazioni occasionali” (collaudi; progetti, etc…).

Nel Servizio Sanitario Nazionale gli effetti delle misure che riguardano il lavoro pubblico producono un danno per i lavoratori, ma determinano un minore esborso da parte delle regioni, così che il livello di finanziamento del SSN al quale concorre lo Stato si riduce di540 milioni di euro per il 2015 e 600 per il 2016. Insomma, il lavoro pubblico paga l’invarianza del finanziamento del SSN (infatti in un primo momento erano stati annunciati tagli al SSN).

Anche in tema di corresponsione del TFR o della corrispondente voce si assiste ad un pesante aggravamento della situazione in essere introdotta dal Decreto Tremonti del 2010.

Cambiano peggiorando le scadenze entro le quali lo Stato deve corrispondere gli importi dell’indennità secondo scaglioni di reddito (da 50.000 a 100.000 lordi) e si allungano per tutti  itermini dopo i quali il datore di lavoro pubblico deve corrispondere gli interessi di mora (da6 a 12 mesi).

Gli interventi sul sistema delle Pubbliche Amministrazioni ed il lavoro pubblico sono in assoluta continuità con le politiche fin qui adottate.

Tale continuità avviene dopo 6 anni (dal 2008) nei quali si sono susseguiti tagli, riduzionedi risorse, e interventi sul lavoro di tale intensità e linearità da mettere in discussione l’ordinario funzionamento delle amministrazioni pubbliche.

Mentre sono andate avanti queste politiche erano assenti tutti quegli interventi destinati a ridurre gli sprechi e far aumentare la trasparenza e la “legalità”.

Così anche questa volta continuano a mancare interventi in tema di consulenze (1450 milioni di euro); autoblu (1050 milioni di euro); centralizzazione di acquisti di beni tramite le centrali nazionali e regionali di acquisto ed estensione dei costi standard a tutte le prestazioni non solo sanitarie. Gli effetti di tali misure, unitamente alle norme Brunetta in tema di contrattazione e relazioni sindacali, che permangono, e a quelle sul Patto di Stabilità, determinano una situazione di ulteriore grave peggioramento delle condizioni d ilavoro dei dipendenti pubblici, senza determinare allo stesso momento un miglioramento apprezzabile dei servizi alle persone e alle imprese.