Rapporti finanziari con gli enti territoriali (Artt. 13-16)

Patto di stabilità interno, rispettivamente per le Regioni, Enti Locali e per le società, le aziende speciali e le istituzioni degli Enti Locali

La manovra prevede un allentamento di un miliardo di euro del Patto di stabilità interno 2014, per sostenere di fatto investimenti, opere e infrastrutture degli Enti Locali.

Per Regioni e Comuni il meccanismo è quello già sperimentato quest’anno e previsto dal DL. 35/2013: gli enti dovranno chiedere – entro il 15 febbraio 2014 – gli spazi finanziari di cui hanno bisogno per lo stesso anno; il Tesoro si impegna a concederglieli entro la finedel mese successivo, ripartendo spazi per ciascun comune fino ad arrivare a un miliardo complessivamente. Le somme possono essere utilizzate per «pagamenti in contocapitale». La novità è che l’opportunità viene meno per quei Comuni che non sono riusciti a rimborsare le imprese per una somma pari ad almeno il 90% degli spazi finanziari chiesti quest’anno.

Nell’ultima bozza disponibile della Legge di Stabilità, spunta anche un inasprimento sul contributo «all’equilibrio dei bilanci e alla sostenibilità del debito pubblico»: per il 2014 il contributo ammonta a 560 milioni per le regioni a Statuto Ordinario e a 240 milioni per le regioni a Statuto Speciale (con uno schema del riparto, per regione). Nel perimetro del contributo sono incluse le risorse destinate alla programmazione regionale per il Fondo Aree Sottoutilizzate, ma sono escluse quelle destinate al finanziamento corrente del Servizio Sanitario Nazionale e al Trasporto pubblico locale.

Dal 2015, infine, i vincoli del Patto di stabilità interno scatteranno anche per tutte le aziende speciali, le istituzioni e le società non quotate degli enti locali e delle regioni, che in prospettiva, può tradursi in una maggiore regolazione assieme a una maggiore restrizione delle autorizzazioni di spesa.

In sintesi, l’allentamento del Patto di stabilità previsto rappresenta un’importante novità per la politica economica locale e, in particolare, per gli investimenti potenziali dei Comuni.

Tuttavia, le risorse disponibili appaiono fortemente limitate e i vincoli alla disponibilità delle stesse risorse ne impediscono un diffuso utilizzo anti-ciclico.

Occorre, infine, porre attenzione a non determinare un “gioco a somma zero” viste le disposizioni sulla rimodulazione dei consumi pubblici locali, visto l’inasprimento de lcontributo all’equilibrio dei bilanci e del debito e vista l’estensione dei vincoli alle società, alle aziende speciali e alle istituzioni degli Enti Locali.