Misure di carattere sociale (Art. 7)

Rifinanziamento ammortizzatori in deroga

Rifinanziamento ammortizzatori sociali in deroga per 600 milioni di euro. Lo stanziamento si somma ai 1.000 milioni di euro già previsti dall’articolo 2 comma 65 della 92/2012, per un totale quindi per il 2014 di 1.600 milioni di euro e non di 2.000 milioni di euro comeindicato dal Governo nella presentazione della Legge di Stabilità. Si prevede anche il finanziamento per 40 milioni di euro dei contratti di solidarietà (articolo 5, commi 5 e 8,legge 236/1993) e del finanziamento della proroga del trattamento di cassa integrazione straordinaria per cessazione attività per 50 milioni di euro.

Per gli ammortizzatori le risorse sono insufficienti a coprire il fabbisogno stimato per il 2014.

Considerato che è necessario privilegiare il ricorso ai contratti di solidarietà per la gestione delle situazioni di crisi aziendali lo stanziamento per le tipologie di cui alla Legge n.236/1993 è insufficiente, inferiore a quanto complessivamente stanziato per il 2013 (57,5milioni di euro).

Grave l’assenza della previsione di finanziamento dell’integrazione dal 60% all’80% (D.L.78/2009) per i contratti di solidarietà stipulati in base all’art. 1 comma 1 dellaLegge n. 863/1984.

Per il finanziamento delle proroghe della CIGS la misura è in linea con quella degli esercizi precedenti.

 

Salvaguardati

Viene incrementato di 6000 unità il contingente numerico dei prosecutori volontari da salvaguardare previsto dal decreto interministeriale del 22 aprile 2013 (attuativodell’articolo 1, commi 231 e 232 della legge di stabilità 2013). Il numero dei prosecutori volontari passa quindi da 1.590 a 7.590.

La norma è minimale e sicuramente non risolve l’ emergenza sociale di tutti i lavoratori salvaguardati.

La questione dei lavoratori “esodati” è necessario che sia risolta in maniera definitiva e strutturale con una norma di principio che riconosca il diritto di tutti alla pensione.

Nonostante una certa enfasi attribuita all’incremento del contingente numerico della platea dei lavoratori salvaguardati l’analisi di dettaglio del testo della relazione tecnica evidenzia che, nei fatti, non c’è alcun allargamento.

 

Fondo nazionale per le politiche sociali (di cui alla Tabella C nel ddl Stabilità)

Vengono destinati al Fondo nazionale per le politiche sociali 317 milioni per il 2014. Lo scorso anno sono stati ripartiti poco meno di 344 milioni di euro (343.704).

La conferma di uno stanziamento è sicuramente utile ma poco più che simbolico se rapportato al fabbisogno necessario a riconoscere i diritti sociali su tutto il territorio nazionale e tenendo conto che per l’anno prossimo si prevede un taglio delle risorse.

Senza la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali le politiche assistenziali sono destinate a rimanere residuali, a non rispondere ai bisogni sociali emergenti e a non concorrere alla ripresa economica del paese.

 

Fondo per le politiche della famiglia

Vengono confermati per il 2014 circa 21 milioni di euro per il Fondo per le politiche della famiglia.

Pur nella conferma dello stanziamento si continua a dedicare poche risorse ai servizi per la famiglia (contro una media UE dell’8% della spesa sociale, l’Italia destina alla famiglia il 4,1%).

Va considerato, inoltre, che la crisi economica ha colpito i redditi delle famiglie italiane più di quanto abbia colpito i redditi delle famiglie che vivono in altri paesi europei.

 

Fondo per la non autosufficienza

La legge di stabilità 2014 conferma lo stanziamento dello scorso anno destinando al fondo per la non autosufficienza per 250 milioni di euro. Ma esso subisce un taglio di 25 milioni di euro in quanto nel 2013 sono stati ripartiti alle Regioni 275 milioni di euro (si pensi che la sola Regione Emilia-Romagna stanzia quasi 500 milioni).

La necessità di definire un Piano nazionale per la non autosufficienza che disponga delle risorse adeguate a far fronte ad un fenomeno che è cresciuto e continuerà a crescere con l’aumento delle aspettative di vita delle persone, non è più eludibile.

Il governo, invece di affrontare un problema che ha trovato risposte positive in molti paesi d’Europa, prosegue in modo tradizionale attraverso finanziamenti esigui, lasciando inquesto modo il peso economico e della cura a carico delle famiglie.

È inadeguata la somma prevista di 250 milioni per i non autosufficienti, anche considerando che 100 milioni di questi sono da destinarsi ai malati di SLA (nel 2012, a seguito di una drammatica manifestazione di malati di SLA, per questi ultimi furono stanziati 100 cento milioni).Quindi, sarebbe auspicabile un Fondo per la non autosufficienza congruo per meglio assistere le persone più fragili e più povere.

 

 

Occorre segnalare, inoltre, che il Ministro Giovannini ha pubblicamente annunciato un finanziamento di 13 milioni di euro per la legge 68/1999. Invece nulla è previsto, nemmeno nel piano di assunzioni 2014/2015 per le quote previste dalla Legge 68/1999 (collocamento obbligatorio per le persone con disabilità), anche a fronte dei dati drammatici sulla disoccupazione delle persone con disabilità (- 40% negli ultimi due anni).

Resta l’incognita della riduzione di esenzioni od agevolazioni ai fini IRPEF per le person econ disabilità e le loro famiglie (sarebbe auspicabile che venga mantenuto “quanto meno” lo status quo).