L’AZIENDA USL DI MODENA RIDUCE GLI INFERMIERI NEGLI OSPEDALI MODENESI

Sembrerebbe impossibile ma è proprio quello che sta avvenendo nei Servizi Sanitari Territoriali e negli Ospedali modenesi, a partire da quello di Baggiovara.

L’Azienda USL anziché tagliare spese inutili o evitare quelle che si possono tranquillamente rinviare, come la creazione di nuovi dirigenti o la ristrutturazione degli Uffici Amministrativi della Sede di San Giovanni del Cantone, taglia sull’assistenza sanitaria.

E lo fa a dispetto delle proprie affermazioni rese al Prefetto di Modena, quando nel novembre 2011 – nel tentativo di conciliazione con la FP/CGIL e la UIL/FPL che avevano dichiarato lo stato di agitazione del personale di comparto proprio sulla carenza di personale – arrivava ad ammettere, già allora, una carenza di 22 infermieri rispetto al 2010.

Noi restiamo convinti che all’appello ne manchino molti di più, anche soltanto per effetto delle mancate sostituzioni delle maternità e delle lunghe malattie.

Oggi veniamo a sapere che per affrontare il calo delle risorse per l’anno in corso, la soluzione aziendale prevede la cancellazione di una quarantina di posti lavoro dedicati alpersonale infermieristico previsti in pianta organica, cercando pure di dimostrare che, così facendo, le dotazioni organiche saranno ugualmente in equilibrio.

Non si tratta di veri licenziamenti, imputabili alle manovre del Governo Monti, ma sicuramente di una vera e importante riduzione dell’occupazione nella nostra Provincia.

Una decisione gravissima che va ben oltre l’atteggiamento antisindacale a cui si espone l’Azienda per aver violato le regole contrattuali, secondo le quali, queste operazioni devono passare dal tavolo di trattativa, mentre la nostra preoccupazione è rivolta innanzitutto alla tenuta dei servizi, al mantenimento della loro sicurezza e della qualità delle prestazioni rese ai cittadini.

Allo stesso modo pensiamo ai lavoratori che da tempo si trovano a dover affrontare carichi di lavoro molto pesanti e per questo non capiamo come potranno farsi carico di un ulteriore aumento delle attività, aumento che fra l’altro arriva poco prima del periodo estivo.

Un periodo che notoriamente presenta qualche difficoltà in più per i cittadini, ma anche per i lavoratori, che restano in servizio con organici ridotti all’osso e con una tale decisione aziendale la situazione potrà soltanto peggiorare.

Attualmente in diversi reparti ospedalieri i turni del personale superano le 42 ore settimanali.

Per coprire le assenze del personale infermieristico, sia quelle dovute alle solite carenze, sia quelle legate alle ferie estive, dal mese di maggio e per tutta l’estate, l’Azienda ricorrerà a personale proveniente da Agenzie di lavoro Interinale.

Pensiamo che ci siano fondati dubbi sulla possibilità che questi lavoratori possano inserirsi con rapidità nei reparti ospedalieri e nei servizi territoriali senza aver conosciuto la realtà lavorativa, senza un periodo di affiancamento, che appunto nel periodo estivo risulta alquanto improbabile, e sopratutto senza avere il tempo di conoscere i pazienti ricoverati.

In conseguenza di tutto ciò il rischio di andare incontro a riduzioni di posti letto e di minori prestazioni offerte, fino alla chiusura di interi servizi, diventa perciò molto più alto che nel recente passato.

Eppure esistono altre soluzioni, utili anche dal punto di vista della spesa, ricordando che si tratta  pur sempre di soldi pubblici, perché è noto che gli infermieri somministrati costeranno di più per esempio rispetto ad assunzioni a tempo determinato.

L’Azienda USL, nonostante le numerose sollecitazioni sindacali, ha scelto di non dotarsi degli strumenti indispensabili per affrontare le emergenze e la copertura dei posti vacanti.

Infatti soltanto nei giorni scorsi ha fatto uscire un unico bando di concorso per incarichi a tempo determinato che però produrrà i suoi effetti, soltanto al termine del periodo estivo.

Da questa azione tardiva restano comunque fuori tutte le altre figure dedicate all’assistenza, come gli operatori socio sanitari, gli autisti di ambulanza, le ostetriche, i tecnici di radiologia e i fisioterapisti.

La FP/CGIL ha chiesto e continuerà a proporre di aprire immediatamente la discussione sul tavolo di trattativa per ottenere l’assunzione di tutto il personale necessario, soprattutto per impedire che l’uso di personale con rapporto di lavoro tipicamente temporaneo sia utilizzato per coprire posti a tempo indeterminato.

Naturalmente dal nostro punto di vista la soluzione definitiva del problema deve passare attraverso un Piano di Assunzioni triennale, così come indicato dal Contratto Nazionale di Lavoro, che proponendo una corretta programmazionegarantisca un adeguato indice di sostituzione di tutto il personale dedicato all’assistenza, in ogni periodo dell’anno.

Continueremo ad informare l’opinione pubblica, ogni qualvolta individueremo nelle scelte aziendali azioni che possono impoverire l’offerta sanitaria del nostro territorio, anche se confidiamo nella possibilità che la Direzione modifichi al più presto  le proprie posizioni.

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