LA MINISTRA CANCELLIERI ACCENTRA LE FUNZIONI DELLO STATO ED ALLONTANA I SERVIZI DAI CITTADINI

Comunicato stampa FP CGIL nazionale

Lo schema di DPR che è stato predisposto dal Ministero dell’interno sulla riorganizzazione dello Stato sul territorio, in attuazione del D.L. 95/2012, assegna agli Uffici Territoriali del Governo (Utg) compiti di coordinamento e gestione logistica, strumentale e del personale di tutte le funzioni statali presenti con articolazioni organizzative sul 
territorio nazionale, ad eccezione della Giustizia, della Difesa e dell’Economia.

La Ministra dell’Interno, Annamaria Cancellieri, sta trattando questa delicatissima materia come se fosse questione interna al suo Ministero, evitando un trasparente coinvolgimento di tutte le altre Amministrazioni interessate ed aumentando le funzioni dei prefetti sul territorio. Si riduce così la presenza e l’autonomia delle articolazioni territoriali
dei Ministeri a favore di una gestione centralizzata che ha il solo scopo di far arretrare il perimetro dell’intervento pubblico, con gravi ripercussioni sui servizi ai cittadini.

Pensiamo che il progetto individuato nella bozza di regolamento, che potrebbe già essere discussa nel Consiglio dei Ministri di domani, avrà l’unico effetto di svuotare delle proprie funzioni le amministrazioni, mettendo in un unico calderone attività del tutto diverse e specifiche.
Tutto ciò produrrà una sostanziale diminuzione dei servizi creando confusione fra gli operatori, disordine organizzativo e disorientamento tra i cittadini.

Questo schema di DPR viene predisposto contemporaneamente alla cosiddetta spending review, cioè alla determinazione dei tagli degli organici delle stesse Amministrazioni centrali che saranno interessate dalla riorganizzazione territoriale. Insomma, mentre si annunciano eccedenze si chiude ad ogni prospettiva occupazionale pubblica per il futuro.

Anche il taglio di Prefetture e Questure risponde solo ad un criterio statistico e non funzionale a garantire il controllo del territorio da parte dello Stato in termini di sicurezza, di soccorso pubblico e di garanzia dei diritti civili. Si allontanano i servizi dai cittadini per un risparmio che non raggiunge nemmeno i 6 milioni di euro a fronte di ricadute e disagi ben più onerosi.

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