IMPONENTE MANIFESTAZIONE PER LE VIE DI MODENA

La risposta di Modena non lascia dubbi. Dopo le 10.000 persone del 29 marzo e le oltre 5.000 del 5 aprile, oggi hanno sfilato per le vie di Modena almeno 8.000 persone, nell’ultima delle 3 giornate modenesi di protesta indette dalla CGIL.

Anche i primi dati di adesione allo sciopero sono positivi: in particolare nei luoghi di lavoro dove solitamente la percentuale di scioperanti non è molto alta si registra un’adesione allo sciopero molto significativa. Questo è forse il dato più emblematico, quello che certifica che la base di lavoratori, di cittadini, che ritiene che un’altra strada per uscire dalla crisi sia possibile e che condivide le proposte e le azioni della CGIL è in continuo aumento.

Tania Scacchetti (segreteria CGIL Modena), nell’intervento che ha concluso la manifestazione, ha sottolineato, tra l’altro, che “la grande presenza di oggi manda un messaggio al paese che lavoratori e lavoratrici non si rassegnano ad una riforma che non risolve il problema della precarietà, della flessibilizzazione spinta del mercato del lavoro, e non garantisce l’universalità degli ammortizzatori sociali”.

“Sull’art. 18 – ha aggiunto – il reintegro per motivi economici costituisce un passo avanti, frutto della mobilitazione di queste settimane, ma non sufficiente per ripristinare centralità e dignità del lavoro. Non è con i licenziamenti facili, come ci vuol far credere qualcuno, che si crea occupazione e si determinano condizioni per la crescita”.

Ha rivendicato politiche per lo sviluppo, investimenti in innovazione e ricerca, per creare nuovo lavoro e scelte di equità in materia fiscale, con la tassazione di rendite finanziarie e patrimoni. Ha ricordato che ogni attacco al lavoro pubblico è un attacco alla collettività, ai servizi che costituiscono un prezioso patrimonio per tutta la comunità. Dopo aver valorizzato l’ottimo risultato conseguito dalla FP CGIL nelle elezioni RSU, ha ringraziato i tanti lavoratori operanti nei servizi pubblici – lavoratori pubblici e privati – per l’impegno quotidiano nella salvaguardia dei servizi stessi.
Ha infine sottolineato che la presenza alla manifestazione di oggi di tante lavoratrici e lavoratori del commercio è dovuta anche alla protesta contro il decreto sulle liberalizzazioni che lungi dal toccare gli interessi delle vere corporazioni del nostro Paese, si caratterizza quasi esclusivamente per la deregolamentazione degli orari commerciali, senza creare posti di lavoro in più e senza maggiori vendite, e peggiora esclusivamente le condizioni di lavoro e di vita delle addette del settore.

Per tutte queste ragioni, la Cgil proseguirà la mobilitazione con l’obiettivo di presidiare il percorso parlamentare di approvazione del Ddl sul mercato del lavoro e conquistare le modifiche richieste.

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