DOMANI – 15 NOVEMBRE – SCIOPERO DI 4 ORE

Domani ci sarò lo sciopero generale di 4 ore per chiedere significative modifiche all’impianto del DdL di Stabilità per l’anno 2014. A Modena la manifestazione partirà da Piazzale Sant’Agostino alle ore 9.00, ed alle 10.30 ci sarà l’intervento conclusivo in Largo San Giorgio.

Ma questo i navigatori già lo sanno.

Ed allora la domanda è: vale la pena scioperare?

Tanti sono delusi; in molti sono arrabbiati, con tutti, indistintamente; altri ancora, e forse sono la maggioranza, sono oramai rassegnati. Rassegnati a vedere peggiorare la propria situazione personale, familiare, professionale. Rassegnati ad alzarsi ogni mattina col timore di sentirsi dire che il lavoro non c’è più. Rassegnati a cercare lavoro, sentendosi sempre dire di no oppure vedendosi proporre lavori precari al limite dello sfruttamento. Rassegnati ad avere lo stipendio bloccato da anni, a vedere il proprio lavoro aumentare ed a vedere il collega assente non sostituito, rassegnati a sentirsi insultare dal cittadino che vorrebbe che tu risolvessi il suo  problema, quando proprio i mezzi per risolverlo non li hai.

Ed allora, perchè scioperare? tanto non cambia mai niente…

Il mondo del lavoro è quello che in questi anni ha subito più di tutti. E’ quello che ha pagato il prezzo più alto, è quello di cui i nostri governi mai si sono occupati, se non per peggiorare le condizioni dei lavoratori (e di chi fino a ieri ha lavorato, cioè i pensionati…). Il lavoro, quello sul quale la nostra Repubblica si fonda, per alcuni ha oggi talmente poco valore da arrivare ad affermare che chi ha un lavoro è un privilegiato.

Un privilegiato?!? Il lavoro è un diritto, è la possibilità di affermazione sociale delle persone. Chi ha un lavoro non è un privilegiato, anzi…; sono coloro che l’hanno perso, o non l’hanno mai trovato, che stanno subendo un inaccettabile torto.

E quindi non può che essere dal mondo del lavoro che deve ri-partire un segnale forte, che deve arrivare un segnale forte a questo Governo ed alle forze politiche in Parlamento che si accingono per la prima volta a tracciare il bilancio dello Stato.

Non si può continuare sulla stessa strada seguita negli ultimi anni, non si può chiedere i sacrifici sempre ai soliti solo perchè è più comodo. Non si può salvare l’Italia senza salvare gli italiani. Non si può non tracciare una politica industriale che segni la strada per portare il Paese fuori dalla crisi.

Serve il coraggio delle scelte: le detrazioni non possono aumentare un pochino a tutti, senza sortire alcun effetto. Gli incentivi alle imprese non possono essere a pioggia. La tassazione deve chiedere di più a chi in questi anni più ha avuto e meno ha dato.

Non si possono bloccare gli stipendi per 5 anni e pagare la liquidazione dopo 4 anni.

Non si possono impoverire i servizi pubblici (che sono patrimonio di tutti) sino al punto in cui siamo arrivati, sino a non metterli  in condizione di riuscire più a fare quello per i quali sono stati creati.

Dopo molto tempo il mondo sindacale si ritrova unito, come da tempo nelle assemblee nei luoghi di lavoro viene chiesto.

In tanti servizi pubblici 4 ore di sciopero non sono funzionali, è vero, ma l’unità sindacale richiedeva questo sforzo.

C’è chi dice che 4 ore non bastano, chi invece invoca idee alternative.

Tutte opinioni rispettabili, ma il punto è che il lavoro dipendente conosce questo strumento, e questo è il momento di usarlo.

Per chiedere cambiamenti alla Legge di Stabilità, per dire che è necessario un cambiamento di rotta, per stoppare tutti coloro che questa legge vorrebbero anche peggiorarla, con un beneficio di pochi a scapito dei molti.

Per dire, insomma, che rassegnati ancora non siamo, o che non lo siamo più!!

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