DOMANI, 19 APRILE, SCIOPERO INTERA GIORNATA

Per domani, 19 aprile, è indetto dalla CGIL uno sciopero per l’intera giornata di lavoro. E’ previsto il ritrovo alle ore 9.00 a Modena in Via Galaverna (p.le antistante Coop Cialdini) con corteo sino a Largo Garibaldi – scarica volantino

Le motivazioni che stanno alla base dello sciopero di domani sono molto significative.

C’è l’obiettivo di apportare modifiche al Disegno di Legge durante la discussione in Parlamento, così come quello di contrastare un disegno complessivo che porta a lasciare sempre più persone sole e senza tutele.

Ma andiamo per ordine.

Il DdL, a grandi linee, prevede interventi su:

– flessibilità in entrata nel mondo del lavoro

– ammortizzatori sociali

– art. 18 Statuto dei Lavoratori

 

Flessibilità in entrata nel mondo del lavoro

Le principali considerazioni della CGIL sono:

Apprendistato: le modifiche proposte dal Governo (necessario confermare solo il 30% degli apprendisti per poter continuare ad usufruire degli sgravi) non va nella direzione di favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, ma verso l’abuso della forma apprendistato.

Tempo determinato: togliere la causale (inserire quindi la possibilità di utilizzare questo contratto senza giustificazione alcuna) va nella direzione di favorire l’utilizzo di questo strumento. Esattamente il contrario di quanto dichiarato dal Governo, che a parole sostiene di voler rilanciare il contratto a tempo indeterminato.

Lavoro a progetto: modificare quanto proposto nel DdL per fare in modo che il giusto aumento dei contributi non si scarichi unicamente sui lavoratori, riducendo il loro compenso.

Associazione in partecipazione: ripristinare il testo originario concordato con le parti sociali, che limitava l’utilizzo di questa forma contrattuale ai familiari, evitando così i numerosissimi abusi oggi esistenti.

Stage e tirocini: devono essere previsti unicamente nel percorso formativo.

 

Ammortizzatori sociali

Servono investimenti importanti per garantire una reale universalità di accesso (obiettivo dichiarato dal Governo, ma assolutamente non raggiunto), per garantire una durata congrua, per assicurare un percorso formativo che agevoli il re-ingresso nel mondo del lavoro.

La CGIL ha una serie di proposte in merito, proposte molto diverse da quanto previsto nel DdL.

 

Dimissioni in bianco

Condivisibile la volontà di ripristinare la legge cancellata dal Governo Berlusconi, ma il testo attuale non è sufficiente per debellare questo penoso fenomeno.

 

Sostegno alla genitorialità

Nel DdL si prevede, per le madri che rinuncino al congedo parentale, la possibilità di erogare voucher per baby sitting. Ci si dimentica che esistono una serie di servizi per l’infanzia, a partire dagli asili nido, servizi molto utili ma che hanno un costo importante per una famiglia. Si tratta di una dimenticanza, o di una precisa volontà di penalizzare i servizi pubblici?

 

Art. 18

L’azione della CGIL ha già portato ad importanti modifiche del testo. Queste modifiche non sono però ancora sufficienti affinchè l’art. 18 mantenga la sua attuale caratteristica di deterrenza rispetto a licenziamenti ingiustificati. Quindi va previsto che in caso di insussistenza delle motivazioni alla base di un licenziamento (non di una “manifesta insussistenza, come oggi previsto) sia previsto il re-integro al lavoro (e non sia invece una discrezionalità).

 

Quadro generale

E’ evidente che le pesantissime modifiche apportate al sistema previdenziale, gli altrettanto pesanti tagli alla finanza ed ai servizi pubblici e quanto previsto ora in questo Disegno di Legge disegnano un Paese dove i lavoratori sono più soli e non garantiti nella possibilità di una vita dignitosa, non garantiti nei principali diritti di cittadinanza.

Tutto questo in un periodo di crisi nerissima, di prospettiva di ripresa occupazionale ancora oscura e di un gravoso aumento della tassazione e dell’inflazione.

Più che pensare ai licenziamenti, serve un’azione decisa del Governo nell’individuare una seria politica industriale che porti ad un reale rilancio dell’occupazione.

Come serve un’inversione di tendenza nelle politiche fiscali, che chieda a chi meno ha dato in questi anni di contribuire di più, sgravando contemporaneamente chi in questi anni ha sostenuto un carico fiscale oramai insostenibile. Un’imposta sui grandi patrimoni per la CGIL è oramai inevitabile, così come una riforma fiscale che sposti dal lavoro dipendente alla finanza una parte significativa del carico fiscale.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*