COOPERATIVA CODESS SOCIALE: SI CONTINUA A PAGARE PER POTER LAVORARE. NUOVA OFFERTA: LAVORI 6 MESI PAGATI 4!

Comunicato stampa

All’inizio del 2014 la FP CGIL di Modena aveva sollevato la questione della TAM, cioè la Tassa di ammissione a fondo perduto che i lavoratori della cooperativa Codess Sociale sono costretti a pagare, pena la mancata assunzione.
Codess Sociale è una cooperativa di Padova che gestisce strutture socio-assistenziali in tutta Italia e nella nostra provincia a Formigine e Castelfranco.
I lavoratori assunti da Codess, indipendentemente dalla durata e dalla tipologia di contratto a cui sono sottoposti, sono obbligati a diventare soci della cooperativa. Questo obbligo si traduce non solo nel versamento della quota sociale, cosa pienamente legittima. Ma comporta anche l’obbligo di versare somme a fondo perduto per oltre 1.500 euro, cosa che la FP CGIL ha già contestato fortemente, ottenendo la restituzione delle somme indebitamente versate.
In risposta alla prima denuncia della FP CGIL nel febbraio-marzo 2014, Codess aveva dichiarato con un comunicato stampa che per evitare il protrarsi di polemiche non avrebbe più associato i lavoratori assunti nel modenese, assumendoli come semplici dipendenti.
“Solo patetica propaganda per cercare di salvare la faccia – afferma Marco Bonaccini segretario FP CGIL Modena – tale pratica continua infatti in maniera imperterrita anche più di prima, non solo nei confronti dei lavoratori assunti a tempo indeterminato, ma anche e soprattutto nei confronti di apprendisti e lavoratori a tempo determinato”.
Un lavoratore neoassunto associandosi alla cooperativa sottoscrive infatti una quota di adesione pari a 3.000 euro, un contributo a fondo perduto per l’assunzione denominato TAM pari a 1.000 euro, un contributo a fondo perduto chiamato “Fondo di potenziamento aziendale” che varia dal  2% al 4% della retribuzione mensile, un ulteriore contributo a fondo perduto chiamato “Fondo di solidarietà” pari allo 0,3%. Inoltre è costretto a regalare alla cooperativa i primi due giorni di lavoro, ovvero non vengono retribuiti. “Questa serie di gabelle (e non sono le uniche) sono indispensabili per poter lavorare – continua Bonaccini – Si può vedere come siano sempre più onerose le trattenute a fondo perduto per i lavoratori assunti”.
A lasciare ulteriormente esterrefatti è che allo stesso trattamento sono sottoposti lavoratori apprendisti e a tempo determinato. “Una politica aziendale assolutamente ingiusta e irrispettosa dei lavoratori – aggiunge Alessandro De Nicola della FP CGIL – Ricordiamo che gli apprendisti sono lavoratori sotto-inquadrati che percepiscono una retribuzione ridotta, mentre i lavoratori a tempo determinato hanno contratti di lavoro che raramente superano i sei mesi”.
La FP CGIL ha assistito lavoratori a tempo determinato che in sei mesi di lavoro hanno versato alla cooperativa 1.600 euro a fondo perduto, ricevendo una retribuzione mensile netta di circa 800 euro. In pratica su 6 mesi di lavoro è come se avessero lavorato due mesi gratis! Lavori 6 mesi, ma sei pagato per 4 mesi!
“Inoltre – continua Giada Catanoso della FP CGIL – in particolar modo nella struttura per minori di Castelfranco, abbiamo riscontrato violazioni del contratto nazionale di lavoro, della normativa sul part-time e della legge sull’orario di lavoro, con il mancato rispetto dei riposi settimanali fino al paradosso di contratti individuali di lavoro che non prevedono neanche un giorno di riposo, ma 7 giorni su 7 per 6 mesi consecutivi!”
“Il caso Codess è significativo – aggiunge il segretario della FP CGIL – perché riassume il peggio di tutte le modifiche normative che sono state introdotte nel mercato del lavoro in questi ultimi anni spacciandole per grandi occasioni. In realtà le occasioni sono state solo per il datore di lavoro che nel contratto individuale ha potuto inserire qualsiasi nefandezza anche contraria a disposizioni di legge o del contratto nazionale. Il lavoratore invece ha dovuto subire e si trova di fronte ad una drammatica scelta: pagare per poter lavorare o non essere assunto.  Ora, per questi imprenditori, o forse è più giusto chiamarli «predatori», arriva il regalo del Jobs Act che invece di correggere queste storture, ne introduce altre”.
La Fp/Cgil di Modena continuerà la battaglia per far terminare queste pratiche ed assicurare ai lavoratori una retribuzione dignitosa ed adeguata.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*