CONCORSO AUSL MEDICINA PENITENZIARIA: LA FP CGIL DI MODENA CHIEDE CHIAREZZA

Venerdì 9 ottobre è stata recapitata dal sindacato Fp Cisl nelle caselle di posta elettronica di oltre 4.000 lavoratori della sanità modenese una e-mail che, sicuramente per errore, conteneva un messaggio privato tra un Rsu dell’Asl di Modena ed un funzionario di quel sindacato.
In tanti hanno ritenuto che il contenuto di quella e-mail, così come riportato anche dalla stampa modenese, fosse inequivocabile: configura, in un percorso concorsuale interno all’Azienda, una possibile ingerenza di un’organizzazione sindacale in relazione all’esito della procedura.
In un momento così difficile per il mondo del lavoro pubblico, in un periodo dove spesso le cose e gli eventi vengono facilmente generalizzati e strumentalizzati, i messaggi che rischiano di uscire sono devastanti: “tutti i concorsi pubblici sono truccati”, “tutte gli Rsu usano la propria posizione per avvantaggiarsi personalmente”, “tutti i sindacati sono marci”, …
Questo è il tenore di molti messaggi sui social network; indignazione è invece quella rappresentata dalla grande maggioranza delle oltre 150 e-mail che ci sono pervenute.
A nostro avviso da questa, brutta, vicenda debbono uscire due nette assunzioni di responsabilità:
1. L’Asl deve garantire massima trasparenza, deve garantire chiarezza in ogni aspetto. A partire dall’operato delle commissioni di concorso. Se ci sono responsabilità, come chiaramente adombrato nella e-mail, queste debbono essere acclarate e perseguite. In caso contrario, va tutelata l’onorabilità dei componenti. L’unica cosa che non può essere è che rimanga l’ombra di un sospetto. I fatti, belli o brutti che siano, debbono essere chiariti a tutti;
2. Al di là di improbabili difese e di fantasiose richieste di risarcimento per danno di immagine, anche tutti i sindacati coinvolti in questa vicenda debbono garantire la necessaria trasparenza, e nel caso garantire analoga assunzione di responsabilità. Perchè, pur senza entrare nelle vicende interne di altre organizzazioni, i sindacati sono da sempre nel nostro Paese presidio di democrazia e di legalità, perché di sindacato in questo momento c’è bisogno più che mai: e quindi nessuna ombra, nessun sospetto può essere accettabile.
Perchè, se così fosse, tutti sarebbero un po’ meno credibili (anche chi in questa brutta storia non c’entra assolutamente nulla), tutto il mondo del lavoro pubblico sarebbe meno forte.
E questo è un lusso che nessuno può permettersi.

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