COMUNICATO STAMPA CGIL SU BLOCCO RINNOVI CONTRATTUALI E PRECARI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Il Parlamento si appresta ad esaminare lo schema di decreto che proroga per il 2013 e 2014 il blocco di tutti i contratti e di tutti gli emolumenti della Pubblica Amministrazione. Un’ulteriore proroga che si aggiungerebbe al blocco in atto dal 2010, che ha già causato ad oggi una perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni dell’8,1%, e che a fine 2013 assommerebbe a circa 200 euro mensili in meno a testa. Nello schema di decreto il blocco è totale, riguarda tutte le possibili forme di incremento della retribuzione, a qualsiasi titolo spettanti, per sempre, con l’esclusione di qualsiasi recupero futuro. Tutto questo mentre il numero dei dipendenti dal 2008 al 2011 è sceso del del 4,45%, oltre 153.000 unità, con una corrispondente riduzione del costo del lavoro.

Oltre alla sofferenza dei lavoratori, il calo delle retribuzioni determina un crollo del potere d’acquisto, una riduzione generalizzata dei consumi e l’avvitarsi di una crisi sempre più profonda. Mentre tutti gli economisti ormai convengono sulla necessità di forti politiche pubbliche di sostegno alla ripresa, con un mix più equilibrato tra austerità ed investimenti, il decreto prosegue sulla strada di un’ulteriore impoverimento di milioni di lavoratori, sulla scia delle politiche che in Europa si sono dimostrate inefficaci e che hanno aggravato la crisi invece di favorirne la soluzione.

A ciò si deve aggiungere la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro precari, soprattutto nella Scuola, e l’approssimarsi della scadenza del 31 luglio prossimo, data nella quale circa 80.000 lavoratori a tempo determinato non potranno rinnovare il proprio contratto e saranno espulsi dal lavoro, con conseguenze disastrose sul piano sociale, e in molti casi di vera e propria paralisi dell’attività ordinaria della Pubblica Amministrazione.

La Cgil chiede al Parlamento e al Governo di sospendere il decreto, di aprire un tavolo di confronto con le Organizzazioni Sindacali per riaprire un’ordinaria attività contrattuale, e dare avvio al rinnovo dei contratti; di definire gli interventi urgenti necessari ad evitare la scadenza dei contratti precari in essere nei prossimi mesi; di affrontare l’emergenza occupazionale della P.A., sia sul fronte del precariato, sia sulla ripresa di una trasparente e più efficace politica di reclutamento, necessaria a sostenere la crescita della qualità dei servizi della Pubblica Amministrazione.

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