CIE DI MODENA: IL GOVERNO AL SENATO RICONOSCE PROBLEMI E SI IMPEGNA A SOLUZIONI

Al Consorzio L’Oasi è può essere tolta la gestione e le condizioni di appalto vanno decisamente riviste.

In estrema sintesi questo è quanto dichiarato al Senato dal sottosegretario all’Interno Manzione. Ma andiamo per ordine.

Venerdì mattina in Senato il Governo ha risposto con procedura d’urgenza ai senatori Giovanardi (PdL) e Vaccari (insieme ad altri senatori bolognesi e trapanesi, tutti PD), che avevano presentato diverse interpellanze in merito alla situazione del Cie di Modena. Quest’ultima soprattutto (il sen. Vaccari ci ha fatto pervenire il testo) ha ripercorso in modo puntuale tanto la tormentata vicenda dei lavoratori quanto le condizioni di detenzione insopportabili, segnalando anche l’inchiesta in corso della Guardia di Finanza (su mandato del PM Niccolini) e quelle disposta da pochi giorni dal Gip Losavio.

Il sottosegretario Manzione (che già pochi giorni fa era intervenuto alla Camera su interpellanza dell’on. Baruffi) ha deciso di non leggere la risposta scritta, ma in modo inusuale ha risposto in modo non burocratico e banale:

  • per quanto riguarda la posizione del Consorzio L’Oasi come gestore del Cie di Modena: “si stanno valutando tutte le inadempienze che sono state registrate e che – ahimè – ormai cominciano ad essere tante (anche se interferiscono con l’esistenza di processi penali, che hanno visto coinvolti gli interni e i gestori del centro), al fine di verificare se sussistono gli estremi per poter risolvere il rapporto con la cooperativa “L’Oasi”;

  • perchè si è creata questa situazione a Modena: “Il cuore del problema è indiscutibilmente la base d’asta fissata (ovviamente non da questo Governo, ma con quelle cadenze cui si faceva prima riferimento), al massimo ribasso, a 30 euro al giorno a persona. Ciò ha prodotto una forma di distorsione nell’accesso alla convenzione, perché molto spesso le gare vanno deserte, e altrettanto spesso vi è un solo concorrente che fa la proposta e inevitabilmente si aggiudica l’appalto: nel caso di Modena è “L’Oasi”, e non mi stupirei che lo fosse anche in altre sedi, dato che, come sappiamo tutti, sta concorrendo in questo momento per il CIE di Milano, dove probabilmente rimarrà, ancora una volta, l’unico concorrente”

  • come risolvere la situazione: “Cosa si può fare? Tenuto conto delle ristrettezze economiche in cui versiamo attualmente, credo si possa immaginare di intervenire su due fronti. Il primo fronte riguarda ovviamente l’attività di carattere più squisitamente amministrativo; il secondo fronte è di carattere normativo, ed evidentemente richiede, quindi, una gestazione e un supporto politico di tipo diverso. Sotto il profilo amministrativo, si può valutare la possibilità di modificare i criteri posti a base d’asta, fissati nei 30 euro al giorno per persona e nel massimo ribasso, sulla base di quel famoso decreto del ministro Maroni del 2008, già richiamato più volte. Ovviamente, ciò va fatto compatibilmente con le risorse economiche che si riescono a trovare, altrimenti, se non si potrà incidere sulle risorse economiche o se non si potrà ottenere sufficienti risorse economiche, bisognerà immaginare di lavorare sull’elenco dei servizi, cioè ridurre i servizi che possono essere prestati, in maniera da rendere competitiva la risorsa economica, se rimane scarsa come quella che viene fornita oggi. L’altro intervento potrebbe essere quello di diversificare i prezzi di accesso, con riferimento al numero delle persone presenti nei centri, in maniera tale che non ci sia un unico contratto in tutt’Italia che prescinde dalle possibili economie di scala che la presenza di un numero di persone sufficientemente elevato può consentire, rispetto al centro di minori dimensioni. Questi, a risorse invariate – perché, evidentemente, se riuscissimo a recuperare maggiori risorse il problema si risolverebbe di per sé – potrebbero essere due degli aspetti sui quali non faccio difficoltà a dire che il Governo si impegna ad intervenire;

  • sul senso dei Cie: “Dal punto di vista più generale, c’è verosimilmente la possibilità di ripensare la struttura dei CIE, non per eliminarli radicalmente, come abbiamo già detto, ma per eliminare certe storture che implicano quasi esclusivamente una spendita di denaro senza riuscire ad ottenere lo scopo che ci si è posti. Una di tali storture è data proprio dall’esempio che faceva lei, senatore, cioè dalla presenza di soggetti che si muovono tra le patrie galere e i CIE e che, dopo essere stati per anni nelle nostre carceri, non vengono identificati. Ebbene pensare che, dopo che questi soggetti sono stati detenuti per cinque anni senza che si sia riusciti a identificarli, ciò sia possibile nell’anno e mezzo in cui sono trattenuti all’interno del centro, non voglio dire che è pura follia, ma ci si avvicina molto. Peraltro, in un certo senso, la permanenza nel CIE è psicologicamente molto più afflittiva rispetto a quella in carcere, quindi può dare luogo a fenomeni come quelli che si sono verificati a Modena, per l’ottima ragione che la pena ha un inizio e una fine che sono scanditi da un provvedimento giudiziale e il soggetto che deve affrontarla sa esattamente il percorso che deve compiere. Nel CIE no: si entra oggi e si potrebbe uscire domani, tra una settimana o addirittura dopo 18 mesi. Quindi, dopo che uno ha già pagato il conto con la giustizia senza che sia stato «generalizzato» effettivamente, ciò provoca probabilmente uno stato d’animo che può influire sulle condizioni complessive. Ho usato l’esempio solo per dire che, senza arrivare a ipotizzare una soppressione dei centri, perché in realtà anche secondo me sono necessari sotto certi profili, si può ripensare a certe modalità.

 

Insomma, tutto quanto la FP CGIL di Modena sostiene da mesi è stato completamente confermato dal rappresentante del Governo:

  • il Consorzio L’Oasi non è in grado di gestire il Cie di Modena (ed anche gli altri…)

  • il Governo si impegna a reperire più risorse per una gestione dignitosa del Cie di Modena

  • più in generale, i fatti dimostrano che il nostro Paese deve ripensare non solo il funzionamento, ma anche la mission dei Centri di Identificazione ed Espulsione

Ora, ovviamente, rimaniamo in attesa che tutto ciò avvenga rapidamente.

Un’ultima osservazione, che dimostra la correttezza e la serietà della FP CGIL di Modena ed al tempo stesso la gravità e l’eccezionalità della situazione. Leggete queste frasi tratte dall’interpellanza del sen. Vaccari: “Lo sciopero dei lavoratori ha comunque avuto inizio solo martedì 23 luglio e si protrarrà sino a domenica 28 luglio. Come è noto, uno sciopero di tale lunghezza non è ammesso dal legislatore, che ne consente una durata massima di 48 ore. Per tale motivo, la Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha aperto un procedimento per inadempienza nei confronti della FP-CGIL Modena; tale procedimento è stato tuttavia subito archiviato dalla Commissione che ha optato per il non luogo a provvedere né verso i lavoratori né verso il sindacato dichiarando la presenza di una condizione di “eccezione di inadempimento”. La Commissione ha cioè riconosciuto le inadempienze del Consorzio talmente gravi da ritenere legittimo da parte dei lavoratori l’adesione ad uno sciopero più esteso delle 48 ore consentite. Tale decisione della Commissione di riconoscere una “eccezione di inadempimento” si è peraltro verificata in rari e, veramente gravi, casi dal 1990 ad oggi.

Ma l’azione intrapresa dalla Commissione di garanzia è andata anche oltre.

L’Autorità ha infatti deciso di avviare una indagine conoscitiva sui reali motivi che impediscono al Consorzio di corrispondere regolarmente le mensilità ai propri dipendenti. La lettera dell’Autorità al Consorzio è stata inviata il 10 luglio scorso, ma al momento non sono state date risposte. Questa circostanza, signor Sottosegretario, non è affatto irrilevante: si tratta del primo caso in assoluto in cui la Commissione di garanzia si muove al fine di accertare delle responsabilità in capo ad amministrazioni che contribuiscono ad aumentare il livello del conflitto anziché attenuarlo. E, possiamo ben immaginare, che questa prassi inaugurata dalla Commissione sulla vicenda del CIE di Modena, si ripeterà sempre più spesso, nei confronti delle sempre più frequenti situazioni di mancata corresponsione degli stipendi ai lavoratori.”

 

In allegato (testi pervenuti dal sen. Vaccari e che volentieri pubblichiamo):

la richiesta al Governo  –  apri interventoVaccari

la replica  –  apri replica Vaccari

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