APPROVATO, DAL SENATO, IL DDL DELRIO: ECCO LE PRINCIPALI MODIFICHE

La scorsa settimana è stato approvato dal Senato il testo del DdL Delrio. Il testo contiene alcune importanti novità e recupera alcune delle nostre richieste fatte dopo l’approvazione alla Camera.

Il Governo ha posto la questione di fiducia sul DdL “Disposizioni sulle Città Metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni”, presentando un maxi-emendamento interamente sostitutivo del testo A.S. 1212, così come modificato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato. Il testo del provvedimento passa ora alla Camera per la terza lettura che, presumibilmente, sarà definitiva.

Riepiloghiamo brevemente quanto prevede la normativa e le principali modifiche introdotte dal Senato. In occasione dell’ultimo passaggio parlamentare pubblicheremo una nuova nota con un commento complessivo sul provvedimento.

CITTÀ METROPOLITANE

Il provvedimento istituisce le Città Metropolitane di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari e Reggio Calabria il cui territorio coincide con le province omonime, cui subentrano il 1 °gennaio 2015. Le Regioni a Statuto Speciale, compatibilmente coi rispettivi statuti, adottano i principi stabiliti dalla normativa in oggetto.
Sono organi delle Città Metropolitane: il sindaco metropolitano (è di diritto il sindaco del comune capoluogo, salvo che lo statuto della città metropolitana non preveda l’elezione diretta, possibilità soggetta a determinate condizioni), il consiglio metropolitano (è eletto, con un sistema di voto ponderato, dai sindaci e dai consiglieri comunali dei comuni dell’area e sono eleggibili i sindaci e i consiglieri comunali in carica), e la conferenza metropolitana (composta da tutti i sindaci dei comuni dell’area metropolitana).
Alle Città Metropolitane sono attribuite le funzioni fondamentali delle Province, nonché:
adozione aggiornamento annuale di un piano strategico triennale del territorio metropolitano;
pianificazione territoriale generale;
strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici, organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale;
mobilità e viabilità;
promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale;
promozione e coordinamento dei sistemi di informatizzazione e di digitalizzazione.
Stato e Regioni possono attribuire ulteriori funzioni in attuazione dell’articolo 118 della Costituzione.
La città metropolitana di Roma segue il medesimo iter istitutivo delle altre città. Si specifica però che le funzioni speciali demandate al comune di Roma Capitale con i decreti attuativi della legge sul federalismo fiscale, rimangono circoscritte al comune di Roma.

PROVINCE

Le Province sono enti territoriali di area vasta. Sono organi delle Province: il presidente della Provincia (eletto, con sistema di voto ponderato, dai sindaci e dai consiglieri dei comuni dell’area e sono eleggibili i sindaci dei comuni dell’area) che dura in carica 4 anni, il consiglio provinciale (eletto, con sistema di voto ponderato, dai sindaci e dai consiglieri dei comuni dell’area e sono eleggibili i sindaci e i consiglieri dei comuni dell’area), e dura in carica 2 anni, e l’assemblea dei sindaci.
Sono funzioni fondamentali delle province, quali enti di area vasta:
pianificazione territoriale, tutela e valorizzazione dell’ambiente;
pianificazione dei servizi di trasporto, costruzione e gestione strade provinciali;
programmazione della rete scolastica;
raccolta ed elaborazione dati;
gestione dell’edilizia scolastica;
controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e promozione delle pari opportunità.
Stato e Regioni possono attribuire ulteriori funzioni in attuazione dell’articolo 118 della Costituzione.
In caso di attribuzione di funzione di organizzazione dei servizi di rilevanza economica di competenza comunale o provinciale ad enti o agenzie, si prevede la soppressione di tali enti o agenzie e l’attribuzione di dette funzioni alle province.
L’articolato prevede che, entro 3 mesi dall’approvazione della legge, sia raggiunto un accordo in Conferenza Unificata sulle restanti funzioni oggi attribuite alle Province e che entro il medesimo termine siano stabiliti, con un Dpcm, i criteri per il trasferimento di risorse finanziarie, umane e strumentali e si disponga in merito alle funzioni amministrative di competenza statale.
È riconosciuto alle Regioni, inoltre, un ruolo maggiore nella ridefinizione dell’assetto territoriale per quanto concerne la definizione dei nuovi confini delle aree vaste/province e delle città metropolitane.

UNIONI di COMUNI
È abrogata la normativa sulle Unioni per i comuni fino a 1.000 abitanti (articolo 16 del decreto 138/2011). Le Unioni di Comuni, la cui soglia demografica è fissata a 10.000 abitanti, saranno quelle disciplinate dal decreto 78/2010 (Comuni fino a 5.000 abitanti) e dall’articolo 32 del Testo Unico sugli Enti Locali, così come modificato. Sono disciplinate le procedure di fusione di comuni.

PERSONALE
Sul personale, sono recepiti nell’articolato i principi sanciti nel protocollo firmato dalle Organizzazioni Sindacali Confederali e dai Sindacati della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl, Uil, Governo (rappresentato dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie e il Ministro per la Pubblica Amministrazione), Conferenza dei Presidenti delle regioni e ANCI, in merito alla tutela dei livelli occupazioni e delle professionalità coinvolte, che definisce un riferimento normativo per il trasferimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali connesso alla ridefinizione delle funzioni spettanti alle autonomie locali, prevedendo delle cabine di regia per gestire le transizioni.

MODIFICHE INTRODOTTE AL SENATO

Il testo approvato dal Senato ha emendato in parte il DdL 1542 approvato dalla Camera alla fine di dicembre, introducendo alcune modifiche. Riportiamo le principali novità introdotte in questo passaggio parlamentare.

1. I nuovi enti (Città Metropolitane e Province) sono regolamentati dalla legge in esame “in attesa della riforma costituzionale del Titolo V della Costituzione”.
2. I presidenti di provincia e i consiglieri provinciali in carica partecipano ai processi istitutivi dei nuovi enti, restando in carica per l’ordinaria amministrazione, fino al 31 dicembre 2014.
3. Si esplicita, per gli organi di governo di secondo livello della Città Metropolitana e delle nuove Province, la cessazione dalla carica nel caso di decadenza da amministratore comunale.
4. Sono abrogati i commi relativi alla possibile proliferazione delle Città Metropolitane e alla sopravvivenza della “provincia ciambella”.
5. Stato e Regioni possono esercitare le loro funzioni nel rispetto degli articoli 117 e 118 della Costituzione.
6. Città Metropolitane e Province possono, d’intesa con i comuni dell’area, esercitare “le funzioni di predisposizione dei documenti di gara, di stazione appaltante, di monitoraggio dei contratti di servizio e di organizzazione dei concorsi e procedure selettive”.
7. Nelle liste per l’elezione dei consiglieri metropolitani e provinciali nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura maggiore al 60% dei candidati.

Tempistica Città Metropolitane
– La conferenza statutaria deve terminare i propri lavori entro il 30 settembre 2014 e lo statuto deve essere approvato entro il 31 dicembre 2014.
– Il Consiglio Metropolitano deve essere eletto entro il 30 settembre 2014.
– Il 1° gennaio 2015 le Città Metropolitane subentrano alle Province preesistenti in tutti i rapporti attivi e passivi e ne esercitano le funzioni “nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica e degli obiettivi del patto di stabilità interno”.

Tempistica Province
– Le elezioni per i consigli provinciali di secondo livello hanno luogo: a) entro il 30 settembre 2014 se gli organismi hanno scadenza nel 2014; b) entro 30 gg. dalla fine del mandato o dallo scioglimento del consiglio negli altri casi. NB In prima applicazione sono eleggibili anche i consiglieri provinciali uscenti.
– Le modifiche statutarie devono essere approvate dall’assemblea dei sindaci, nel primo caso entro il 31 dicembre 2014, nel secondo caso entro 6 mesi dall’elezione del consiglio provinciale.

Funzioni Province
Si aggiungono alle funzioni delle province: la tutela dell’ambiente, l’edilizia scolastica, il controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazione e la promozione delle pari opportunità sul territorio provinciale.
Le funzioni che devono essere trasferite dalle province ad altri enti locali continuano ad essere esercitate dalla Province fino all’effettivo avvio di esercizio da parte dell’ente subentrante determinato dal Dpcm previsto dalla normativa.

Comuni
Si prevede che il presidente di una Unione di Comuni possa avvalersi del segretario di uno dei comuni facenti parte dell’unione, senza nuovi oneri per la finanza pubblica. È aumentato il numero massimo di consiglieri e assessori per i piccoli comuni e si prevede l’incompatibilità tra la carica di parlamentare e amministratore per i comuni fino a 15.000 abitanti (prima era 5.000).

Infine, il DdL dispone che le pubbliche amministrazioni adottino piani di riorganizzazione della loro struttura periferica, entro 6 mesi dall’approvazione della legge, individuando ambiti territoriali ottimali per l’esercizio delle funzioni, non necessariamente corrispondenti al livello provinciale o metropolitano, e che, nel caso detti piani non siano presentati nei termini indicati, il Presidente del Consiglio possa nominare un Commissario per la redazione del piano.

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