ACCORDO MODENESE PER GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI A TUTELA DEI LAVORATORI COINVOLTI

A causa degli spaventosi e tragici effetti dovuti alle scosse del 20 e del 29 maggio, il Consiglio dei Ministri ha approvato un Decreto per finanziare ed accelerare le procedure degli ammortizzatori sociali.

Per quanto riguarda i lavoratori seguiti dalla FP CGIL di Modena, i lavoratori dipendenti da aziende private potranno accedere alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) in deroga. I lavoratori pubblici non sono considerati in questo intervento. Della loro situazione e della nostra azione a tutela del lavoro e del salario scriveremo in un post apposito.

 

Il 25 maggio scorso la Regione Emilia Romagna, le Province di Modena, Ferrara e Bologna, i comuni, l’Inps e le parti sociali hanno sottoscritto il Protocollo per interventi straordinari di ammortizzatori sociali per i territori colpiti dal sisma.

Il 1 giugno, in Provincia di Modena, abbiamo sottoscritto – congiuntamente alle istituzioni, a Cisl e Uil ed alle associazioni datoriali – un accordo unico provinciale per tutti i lavoratori interessati dal sisma.
Questo primo accordo prevede la copertura della retribuzione all’80% (sino ad un massimale di 931 euro mensili) per 90 giorni a far data dal 20 maggio 2012. Le aziende dovranno inviare alla Regione l’elenco dei lavoratori che hanno il diritto di beneficiare del trattamento e non esiste limite temporale per la presentazione della domanda. Dovranno chiedere inoltre il pagamento diretto ai lavoratori (l’Inps invia il trattamento direttamente al lavoratore). I lavoratori non dovranno recarsi al Centro per l’Impiego per i consueti corsi di formazione per chi accede alla cassa integrazione.

I comuni interessati dal sisma, che appartengono a quella che viene definita l’area del “cratere”, saranno determinati da un Decreto Ministeriale. Nel frattempo l’Ordinanza n° 2 della Protezione Civile ha già predisposto un primo elenco dei Comuni colpiti. Per la Provincia di Modena i Comuni sono i seguenti: Bomporto, Camposanto, Carpi, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Medolla, Mirandola, Novi di Modena, Ravarino, San Felice sul Panaro, San Possidonio, San Prospero, Soliera.
Per i lavoratori di questi comuni coinvolti dalla chiusura dei servizi vale quanto detto.
Per i lavoratori residenti nelle suddette aree, ma che lavorano fuori dal cratere, le aziende chiedono la cassa in deroga a causa dell’assenza del lavoratore, il quale dovrà autocertificare di essere impossibilitato a recarsi al lavoro (ad es. per inagibilità della casa; impossibilità dell’utilizzo dell’auto; per assistenza alla famiglia; ecc.)

Per i lavoratori non collocati nell’area del “cratere”, ma che hanno avuto chiusure dei servizi – ad esempio i servizi educativi del resto della Provincia – sottoscriveremo, con le singole aziende, accordi di ammortizzatori in deroga, nei quali richiameremo le medesime condizioni previste dall’Accordo Provinciale del 1 giugno.

Ci sono altre cose da definire.
In questi giorni invieremo alle aziende le richieste di incontro con l’obiettivo di:
– attivare gli ammortizzatori in deroga per i lavoratori impiegati nei servizi al di fuori dei comuni individuati nell’area del cratere;
– chiedere alle aziende gli anticipi del trattamento in attesa dell’erogazione da parte dell’Inps per tutti i lavoratori che hanno accesso alla cassa;
– chiedere, sempre alle aziende, il riconoscimento dei ratei della tredicesima e delle ferie, la cui maturazione non è compresa nei trattamenti previsti dalla cassa integrazione;
– confrontarci sull’organizzazione del lavoro, in quanto i disagi nelle zone colpiti, come è facilmente immaginabile, sono enormi.

Un’informazione importante: non è previsto lo smaltimento delle ferie arretrate per accedere alla cassa integrazione, pertanto nessuno può imporre di coprire i giorni di assenza dal lavoro con le ferie residue dell’anno precedente.

Ulteriori aggiornamenti sulla questione nei prossimi giorni.



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